Terapia Forestale

Le aree destinate alla Terapia Forestale devono possedere una serie di prerequisiti essenziali (specie arboree, esposizione, venti dominanti, accessibilità,…) a renderle potenzialmente candidabili alla sperimentazione.

Sapete che esiste la terapia forestale? Quanto ci fa bene stare nella natura?
Michela ne ha parlato con Francesco Becheri che le ha spiegato come la terapia forestale sia un vero e proprio strumento di medicina preventiva.

Terapia forestale

Questa disciplina, attraverso il metodo scientifico, analizza la relazione terapeutica che intercorre tra uomo ed ambiente forestale ed i suoi effetti benefici sulla salute.
Si tratta di un ambito di ricerca interdisciplinare ed inclusivo che integra studi su vegetali, esseri umani, salute ed economia.
Le aree destinate alla Terapia Forestale devono possedere una serie di prerequisiti essenziali (specie arboree, esposizione, venti dominanti, accessibilità,…) a renderle potenzialmente candidabili alla sperimentazione.

Terapia Forestale - Podere Pian dei Termini
Terapia Forestale – Podere Pian dei Termini

All’interno di quelle stesse aree è indispensabile selezionare sentieri forestali con poco dislivello e larghezza sufficiente a renderli adatti a tutte le persone senza distinzione di età o di livelli di abilità.
Infine per certificare la terapeuticità dell’area forestale individuata e sancirne il collaudo definitivo è necessario rilevare una serie di risposte di salute scientificamente comprovate nelle persone che la frequentano.
Lo studio di Francesco Becheri e del suo staff si riferisce all’area forestale di Pian dei Termini che si trova nel Comune di San Marcello Piteglio (PT) all’interno del Patrimonio Agricolo Forestale della Regione Toscana.

Oltre alla salute il progetto è interessante anche per la riqualificazione del territorio, infatti il Podere Pian dei Termini, di proprietà del Demanio Regionale, è stato affidato in concessione con lo scopo di valorizzare le potenzialità degli immobili e dei terreni (quindici ettari).
Nel progetto di utilizzazione e valorizzazione del Podere Pian dei Termini con il quale è stato aggiudicato il bando si fa espressamente riferimento alla creazione della Stazione di Terapia Forestale.
Le aree boscate oggetto di studio sono collocate sul versante meridionale dell’Alto Appennino Tosco-Emiliano, a quote comprese tra 900 e circa 1050 m s.l.m.
Il territorio di pertinenza, attraversato da Via Pratorsi, lambisce la Foresta del Teso, e include camminamenti – sentieri e strade forestali – che si sviluppano, con pendenze generalmente moderate, quasi interamente tra impianti forestali misti di castagni (anche monumentali), faggi e abeti di varie specie, in particolare abete di Douglas e abete bianco. Tali sentieri raggiungono facilmente anche i Rifugi CAI “del Montanaro” e “Porta Franca”. Nelle immediate prossimità degli immobili ha sede l’Osservatorio Astronomico gestito dal Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese, visitato ogni anno da migliaia di persone.

Per chi volesse visitare questi luoghi, Pian dei Termini si trova a circa due ore e mezza da Genova e a circa 90 minuti da la Spezia.
Pian dei Termini

Bosco o foresta?

In Liguria non siamo abituati a parlare di foreste mentre nell’entroterra abbiamo a che fare con molti boschi, ma quale è la differenza tra bosco e foresta? essenzialmente le differenze principali sono due:
– la maggior ampiezza della foresta rispetto al bosco
– il minore impatto dell’intervento dell’uomo nel caso della foresta

Le foreste in Liguria nel savonese

Ma anche in Liguria abbiamo delle foreste come la Foresta demaniale del Melogno, la Foresta della Deiva e la Foresta di Faggi della Barbottina, tutte nel savonese. La Foresta demaniale della Deiva è situata presso Sassello e si estende per circa 800 ettari. Molto interessante è il contrasto tra i due versanti della montagna: a sud prevale il bosco con pino marittimo e roverella, mentre il versante settentrionale è costituito da un esteso bosco dove prevalgono il castagno, il pino nero e silvestre e il faggio.
Si tratta di un sentiero rilassante, alla portata di tutti, che accompagna nel clima mite della collina savonese.
Anche la foresta del Melogno è nell’entroterra del savonese tra Calizzano e Finale Ligure e offre paesaggi meravigliosi con vista anche sul mare.
Non distante vi è poi la Faggeta della Barbottina con i suoi faggi dove è rilassante e rigenerante passeggiare in ogni stagione: in primavera per osservare la natura risvegliarsi, in estate per godersi un po’ di fresco in autunno per il foliage coi colori delle foglie che vanno dal giallo all’arancio al rosso e in inverno quando è avvolta dalla nebbia o coperta da un candido manto di neve.
Il sentiero non è impegnativo e ben segnalato. Inizia dietro all’ex Bar Ristorante “La Baita”, dove si può parcheggiare l’auto. Una volta che ci si è addentrati nella foresta, prima di giungere al cancello della Foresta Demaniale della Barbottina, vale la pena fare una deviazione fino alla cima di Bric Merizzo sia per lo stupendo panorama e sia per la possibilità di vedere i resti dell’antico Forte Merizzo.
Superato il cancello ci si trova circondati da faggi dalle fronde dense e folta con i tronchi dalla tipica corteccia e alti anche 50 metri.
Quando i faggi si diradano si raggiunge un ampio prato con la caratteristica Casetta della Forestale ed un’area pic-nic.
Proseguendo sul sentiero dell’AV si arriva alle “Rocce chiare”, dove si può godere di un panorama fantastico.

 

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