La Batteria di Monte Moro – Visita al Bunker di Quinto

Se si vuole entrare nel bunker prestare attenzione, conviene munirsi di caschetto protettivo, guanti e luci in quanto l'illuminazione naturale vi è solo dagli ingressi.

La Batteria di Monte Moro Visita al Bunker di Quinto

La batteria costiera di Monte Moro è, insieme alla batteria Mameli, e alla batteria di Punta Chiappa, uno dei principali complessi difensivi a protezione del golfo di Genova, si trova sulle pendici dell’omonimo Monte Moro e sovrasta Quinto al Mare all’altezza dei Giardini di Quinto, nel levante della città di Genova.

Il bunker di Quinto sul Monte Moro è un luogo ormai abbandonato ma è ancora possibile visitarlo seppure con estrema cautela.

La passeggiata in salita parte da corso Europa all’altezza del distributore di benzina che si vede all’inizio del video, un sentiero passa accanto all’antico cimitero di Quinto per poi salire sul crinale della montagna.

Si tratta di un percorso abbastanza facile da fare prestando attenzione al terreno sconnesso, soprattutto nei punti iniziali sopra le fasce.
Sono in ogni caso consigliate scarpe da trekking, abbigliamento resistente perché si possono incontrare dei rovi.
Se si vuole entrare nel bunker prestare attenzione, conviene munirsi di caschetto protettivo, guanti e luci in quanto l’illuminazione naturale vi è solo dagli ingressi.

Un po’ di storia

Il 9 febbraio 1941, Genova è minacciata dalla flotta navale inglese formata da un incrociatore da battaglia, da un incrociatore leggero,  da una nave da battaglia, da sette cacciatorpediniere e da una portaerei.
Alle 8.14 di mattina le navi da 19 km aprono il fuoco sulla città, un centinaio di colpi centra l’abitato.
A causa dell’inefficienza dei calibri a quelle distanze, la batteria costiera Mameli, il Treno armato nº5 di stanza a Voltri e i due pontoni del porto rispondono senza riuscire a difendere la città.

Questa incursione navale mette in luce le carenze del sistema difensivo costiero, e soprattutto la mancanza di artiglierie di grosso calibro, così nel 1942 vengono scelte due località, una ad est ed una ad ovest della città.
Furono scelte Arenzano a ovest e sull’altura di monte Moro nel quartiere Quinto al mare, la zona che abbiamo visitato.

Qui vennero installati pezzi da 152/45, e un pezzo binato da 381/40.
Dopo l’8 settembre, quando le truppe tedesche prendono il controllo di Genova e del suo sistema difensivo, iniziarono subito alcuni lavori di rafforzamento, le postazioni da 152 mm vennero protette dai bombardamenti aerei con casematte in cemento armato, sulle spiagge furono costruiti ostacoli anticarro, casematte per mitragliatrice, muri antisbarco, trincee.

Nacque così il nuovo sistema difensivo denominato “Vallo Ligure”.
La costruzione delle nuove opere fu rapidissima. Nel luglio del ’44 si pensò ad un imminente sbarco tra la Costa Azzurra e la Riviera Ligure, sbarco che in realtà avverrà in Provenza il 15 agosto.

La maggior parte delle fortificazioni e la Batteria di Monte Moro in questa occasione non subì attacchi navali, le uniche occasioni di combattimento furono offerte dai numerosi attacchi partigiani, a cui resistettero fino all’arrivo degli americani.

Il 9 settembre 1943 il posamine Pelagosa non appena superò lo sbarramento minato che proteggeva l’imboccatura del porto di Genova venne inquadrato dal fuoco delle batterie costiere di Monte Moro, cadute nelle mani delle truppe germaniche.
Centrato in pieno il Pelagosa affondò in circa 35 metri d’acqua, a un miglio e mezzo dalla spiaggia di Quarto dei Mille, quartiere del levante di Genova.

Il 24 aprile 1945, in seguito alla liberazione di Genova, il caposaldo venne cinto d’assedio dalle forze della Resistenza. Il comandante tedesco rifiutò di arrendersi e il 26 fece aprire il fuoco contro alcune unità navali alleate giunte vicino alla costa.
Ci fu il rischio che Genova fosse colpita dalla batteria, ma il 28 aprile dopo lunghe trattative vi fu la resa definitiva.

[informazioni storiche tratte da Wikipedia]
Approfondimenti su Wikipedia

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