La pandemia ha stravolto moltissimi settori, costringendo ad adattarsi e a trovare soluzioni alternative. Gli esempi che potremmo prendere in considerazione sono tanti, partendo dal settore del gioco d’azzardo che ha subito un forte rallentamento per quanto riguarda i locali fisici e ha favorito l’aumento dell’uso di siti di giochi online. Un altro settore che ha dovuto stravolgere il suo modus operandi è quello della scuola, in sostituzione delle lezioni in presenza – impraticabili a causa del virus – si è sviluppata la cosiddetta DAD (didattica a distanza). Se si pensa invece al mondo dello spettacolo sicuramente il settore del teatro è stato quello maggiormente penalizzato ma anche quello della musica ha dovuto adattarsi.

Quelli sopra elencati sono tutti esempi di settore che sono riusciti a trovare delle soluzioni alternative, non con pochi sforzi, guidate soprattutto dal fenomeno della digitalizzazione. Analizziamo in particolare il settore della musica.

La musica in televisione

Gli show televisivi che mettono la musica al centro hanno continuato ad andare in onda ma si sono dovuti adeguare. Alcuni hanno scelto di continuare senza pubblico in studio, altri invece hanno trovato delle alternative riducendo al minimo la capienza e ospitando pubblico pagante o comunque controllato da un punto di vista sanitario.

La musica dal vivo

Sicuramente è la parte di settore che più di tutti ha sofferto e ancora sta soffrendo. Ormai è più di un anno che non assistiamo ad un concerto allo stadio o al palazzetto.

Si è tentato di trovare un’alternativa con i concerti virtuali gratuiti o a pagamento a cui le persone possono accedere comodamente dal proprio computer. Sono state ideate diverse piattaforme e applicazioni che permettano lo streaming di un concerto come l’americana LiveXLive. Si tratta di un sito – visibile negli Stati Uniti – che fornisce concerti in diretta streaming o registrati, visibili gratis.

In Italia è stata creata la piattaforma A-live che permette l’interazione tra artisti e pubblico in tempo reale grazie ad una tecnologia che unisce elementi reali con elementi virtuali. I concerti sono a numero chiuso e geolocalizzati per città specifiche. Oltre al concerto c’è la possibilità di incontrare i fan alla fine dello spettacolo grazie a delle videochat esclusive.

L’incontro con gli artisti

Così come i concerti anche gli instore fisici hanno dovuto fermarsi per ridurre l’emergenza di diffusione del Covid-19. Anche in questo caso si sono cercate delle alternative, principalmente con lo sviluppo di instore virtuali.

Alcuni artisti hanno scelto di videochiamare chiunque avesse acquistato il disco, in modo tale da avere un incontro personale anche se solo virtuale.

La scelta più diffusa è stata quella di organizzare videochiamate o videochat collettive con chi avesse acquistato il cd presso un determinato negozio online.

I negozi di musica

Anche i negozi di musica hanno dovuto reinventarsi. Nei periodi di lockdown sono stati costretti a rimanere chiusi e questo ha portato ad una sostanziale riduzione delle vendite. Anche in questo caso si sono dovute cercare delle soluzioni alternative, sfruttando in particolare il progresso tecnologico. Molti negozi, infatti, hanno ripensato il proprio modello di business puntando molto sulla creazione o sul potenziamento del canale di vendita online.

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