Waiting in the wings: a Villa Croce l’installazione site-specific di Claudia Wieser fino al 18 giugno

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Villa Croce presenta Waiting in the Wings, la prima installazione site-specific di Claudia Wieser in un museo pubblico italiano, realizzata in collaborazione con il Goethe-Institut Genua. In occasione della mostra, mercoledì 12 aprile alle ore 16.00, Claudia Wieser terrà al Museo Villa Croce un talk per gli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova durante l’Open Week dell’ateneo. L’opening è previsto per giovedì 13 aprile dalle 18:00 alle 20:00, e la mostra si terrà a Villa Croce fino al 18 giugno.

Claudia Wieser si è affermata sulla scena internazionale attraverso un linguaggio stilistico personale capace di fondere ispirazioni tratte dal mondo dell’arte, del design e dell’architettura. Questa giovane artista tedesca ha elaborato una poetica contemporaneamente ispirata a un indefinito passato cinematografico velato di suggestioni
futuriste e mistiche, evocative della classicità e del mondo sumero-babilonese. I suoi lavori si articolano in dialogo con le ricerche del primo astrattismo guardando alla semplificazione formale delle prime ricerche moderniste; citando maestri come Gustav Klimt o Paul Klee, trasforma il disegno in uno strumento capace di indagare un mondo ideale e spirituale. Importanti per la ricerca di Claudia Wieser sono le ricerche concettuali del Bauhaus, nella loro capacità di indagare il rapporto tra la struttura architettonica e le sue decorazioni. Claudia Wieser mette in discussione la rigida separazione tra arti “alte” e arti applicate attraverso
la combinazione di materiali e tecniche, utilizzando oltre ai supporti artistici materiali come carte da parati, ceramica, legno, tessuti, specchi, fotografie e foglia d’oro.

A partire dal suo interesse per l’architettura, intesa come spazio da vivere a 360°, l’artista sviluppa le sue installazioni site-specific ispirandosi a grandi architetti come Le Courbusier, Frank Lloyd Wright, Mallet-Stevens o guardando alle opere di architettura espressionista o a progetti utopici del secolo scorso. Il cortocircuito tra la profondità delle strutture rappresentate e la piattezza della stampa digitale, dà vita a delle strabilianti carte da parti che riproducono elementi architettonici quasi a grandezza naturale, come scale o colonne, trasformando lo spazio in cui vengono installate in una scenografia. Come in un teatro gli elementi si combinano per modificare la percezione dello spettatore creando così la sensazione di essere in un altro luogo, onirico e spirituale.

Nel wallpaper realizzato per lo scalone di Villa Croce, Claudia Wieser fa ricorso alle immagini di antichi capolavori, tratti da vecchie fotografie per combinarli con i suoi disegni e le sue sculture. Ispirazione di questo progetto è una serie televisiva degli anni ‘70 della BBC, intitolata “I, Claudius”, che raccontava le vicende dell’Impero Romano negli anni del passaggio dall’Impero di Augusto alla morte di Claudio. Considerata tuttora come una serie tv di grande rilievo, si resta sorpresi nel vedere che una rappresentazione così teatrale di quasi un secolo di storia antica, contraddistinta da un’estetica anni ‘70, riesca in maniera straniante ad affascinare il pubblico.

Questa suggestiva rappresentazione di una reinvenzione del mondo classico, permette all’artista di sviluppare una serie di immagini che nel loro anacronismo sanno raccontare la politica contemporanea. Il titolo della mostra Waiting in the Wings che significa “aspettare che qualcosa di più grande accada” o semplicemente “attendere dietro le quinte” evoca la volontà di un’opera di trasformare lo spazio rimanendo sullo sfondo. Questa carta da parati seduce creando una scenografia stratificata in cui sembra di aver accesso a diversi mondi, in cui si alternano scaloni nobiliari, vasi antichi che diventano colonne e profili inquietanti di eroi romani. Questi elementi lasciano intravedere sullo sfondo due occhi giganti di una misteriosa donna contemporanea – una moderna Deus ex machina – che scruta lo spettatore, o meglio, osserva il palcoscenico dove si sta svolgendo l’azione di cui ormai lo spettatore fa parte, inglobato in questo meta-spazio che trasforma lo scalone della villa in opera d’arte. Nella poetica immaginifica dell’artista questi occhi giudicanti diventano un’intrusione nello spazio pubblico, un dettaglio ossessivo che scruta lo spettatore spingendolo a divenire un fantoccio di un canovaccio di cui non conosce la trama.

Claudia Wieser è nata a Freilassing, Germania, nel 1973. Dal 1993 fino al 1997 ha svolto la mansione di apprendista presso un fabbro. Nel 1997 ha intrapreso il suo percorso di studi nel campo dell’arte presso l’Akademie der Bildenden Künst München nella classe di Axel Kasseböhmer e Markus Oehlen.
Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Germania e all’estero, tra le più recenti ricordiamo: Fondazione Memmo, Roma (2017); Kunsteverein, Reutlingen (2014); Petit Palais di Parigi, Galerien der Stadtd di Esslingen, Drawing Room di Londra, Signal Center for Contemporary Art di Malmö (2013); KIOSK, Ghent (2012); Kunsthalle, Nürnberg (2012); Georg Kolbe Museum, Berlino e Kunstmuseum Stuttgart (2011); Drawing Center, New York (2010); Museé d’Art Contemporain de Bordeaux e Institut Français de Berlin (2010); Oldenburger Kunstverein (2009); Contemporary Art Museum di St. Louis, Kunsthaus Baselland di Muttenz/ Basilea e Kunstverein Wolfsburg (2008); al Kunstbau München di Monaco (2007, 2005); Pinakothek der Moderne, Monaco (2002). Attualmente l’artista vive e lavora a Berlino.

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