Tempo di vendemmia: ecco quali sono i vitigni e i vini liguri

Questo 2017 così caldo ha portato con se la vendemmia più precoce di tutti i tempi. In alcune zone d’Italia si è iniziato a vendemmiare a metà Agosto. In Liguria si è partiti poco dopo e si conta di finire la vendemmi entro la prossima settimana, metà Settembre. Quale momento migliore, quindi, per parlare un po’ del vino che si produce nella nostra regione?

Innanzi tutto dovete sapere che sebbene la Liguria, con il suo territorio quasi interamente montuoso e collinare, non sia una regione a grande vocazione agricola (è, infatti, una delle regioni italiane che produce meno vino), la vite in queste terre viene coltivata da molti secoli. La bontà del vino ligure era decantato sin dal tempo dei Romani (Plinio il Vecchio ne tesseva le lodi definendo i Liguri esperti vinificatori), ma fu principalmente dagli albori del Medioevo che la viticultura in Liguria rappresenta una nota dominante, in quanto il vino prodotto era una delle maggiori fonti di reddito della regione. Molto rinomati erano allora i vini delle Cinque Terre (servito nel ‘500 alla tavola di Papa Paolo III) e il Moscatello di Taggia, il cui mercato si estendeva addirittura da Roma a Londra. Successivamente di sono innamorati del vino ligure, tra gli altri, anche Petrarca, Carducci e Pascoli.

La Liguria gode poi di una ricchissima varietà di vitigni autoctoni perché nei secoli passati la vite veniva coltivata dai marinai, i quali nei periodi in cui non erano imbarcati lavoravano la terra nelle fasce retrostanti i loro villaggi impiantando le talee di vite raccolte nei punti più impensati del Mediterraneo.

Vediamo insieme quali sono i vini e i vitigni tipici della Liguria, le loro caratteristiche e gli abbinamenti migliori.

Vitigni liguri a bacca bianca:

  • Vermentino: è un vitigno coltivato in tutte le zone vinicole liguri. Produce un vino di colore giallo paglierino scarico con riflessi dorati; profumo intenso, persistente, fruttato con sentori di erbe e fiori di campo; sapore secco ma di buona morbidezza, sapido e di buona struttura. Da bere preferibilmente entro un anno dalla vendemmia. Si accompagna ad antipasti freddi o caldi di mare, primi piatti con salse di pinoli o noci, pesci lessi o al cartoccio.
  • Pigato: è un vitigno presente prevalentemente in provincia di Imperia ed Albenga. Produce un vino di colore giallo paglierino dal profumo ampio, intenso , persistente, fine e fruttato;  sapore secco ma piacevolmente morbido, caldo e sapido, di buona e composta struttura con fondo tipicamente amarognolo. Da bere preferibilmente entro un anno dalla vendemmia. Accompagna antipasti a base di funghi, primi con salsa di noci e secondi piatti a base di pesce conditi con erbe aromatiche.
  • Bianchetta: vitigno autoctono coltivato nel Genovesato e nel golfo del Tigullio e che caratterizza i vini bianchi della Val Polcevera (trovate descrizione e abbinamenti poco più avanti nell’elenco delle denominazioni di origine controllata)
  • Lumassina: detto anche “Mataossu” è un vitigno presente nell’entroterra di Noli, Varigotti e Finale. Produce un vino di colore giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli; profumo delicato, persistente, con sentori di erbe campestri e umori boschivi; sapore secco, di molta freschezza, leggero ma composto, discretamente continuo. Da bere preferibilmente entro un anno dalla vendemmia.Accompagna bene fritti, antipasti a base di salse e pesci grassi. Una curiosità: in dialetto ligure “lumassina” significa anche lumachina.
Vitigni liguri a bacca rossa:

  • Rossese: vitigno coltivato in numerose località della provincia di Imperia. Produce vini di un colore rosso rubino dall’odore delicato, caratteristico, vinoso; sapore asciutto delicato morbido e amarognolo. Quello prodotto in Val Nervia prende la DOC “Rossese di Dolceaqua”.
  • Ormerasco: vitigno coltivato nella stessa zona ponentina del Rossese. Il vino prodotto nella Valle Argentina (entroterra di Imperia e Albenga) prende la DOC “Ormerasco di Pornassio”.
  • Granaccia: vitigno presente principalmente nell’entroterra di Savona e, in particolare, nel Comune di Quiliano.  Produce un vino rosso asciutto, di colore rosso intenso con orli violacei da giovane, che si fa rubino vivace con tonalità tendenti al granato dopo un giusto affinamento. Odore vinoso e fragrante da giovane, si fa successivamente ampio e persistente con sentori di piccoli frutti boschivi e di resine; sapore è asciutto, caldo, morbido e vellutato, di straordinario equilibrio e personalità quando è all’apice. Dà il meglio di sè nel periodo che va dai 3 ai 5 anni, sebbene le grandi annate possano superare tale limite. Adatto ad accompagnare portate come selvaggina, tartufi, faraona, funghi e formaggi lievemente stagionati.
Per quanto riguarda, invece, le Denominazioni di Origine Controllata, in Liguria se ne trovano poche ma di gran pregio. Facendo una breva carrellata da Ponente a Levante troviamo:
  • Rossese di Dolceacqua: vino prodotto quasi esclusivamente con le uve dell’omonimo vitigno. E’ un vino di colore rosso rubino carico con orli violacei da giovane, si tinge invece di riflessi granata se affinato (3-4 anni); profumo vinoso e fruttato da giovane si fa col tempo ampio, intenso, persistente con sentori di fragola, rosa e erbe aromatiche;  il sapore è asciutto e ruvido da giovane, mentre si fa morbido, sapido, di buon corpo, persistente e con tipico fondo amarognolo se adeguatamente affinato. Da bere da 1 a 3 anni dalla vendemmia, salvo ottime annate. Accompagna ottimamente primi piatti conditi con sughi di carne o cacciagione, carni con funghi, selvaggina, capretto e agnello, formaggi pecorini leggermente stagionati.
  • Ormerasco di Pornassio: vino prodotto interamente con l’omonimo vitigno di bacca rossa. Di colore rosso rubino carico; profumo fragrante ma vinoso da giovane, diventa se affinato ampio, persistente con sentori di ciliegia matura e lievi di mora e violetta; sapore asciutto e ruvido da giovane, si fa caldo, sapido e morbido invecchiando. Da bere da 1 a 4 anni dalla vendemmia, salvo ottime annate. Accompagna molto bene, se giovane, paste ripiene condite con sughi di carne; se affinato coniglio, selvaggina e formaggi stagionati.
  • Riviera Ligure di Ponente: nelle varianti Pigato, Vermentino e Rossese a cui può essere aggiunta la sotto denominazione della zona di produzione: Riviera dei Fiori, Albenganese e Finalese.
  • Val Polcevera: sono vini bianco, rosso, rosato, bianchetta Genovese e vermentino prodotti nell’entroterra della città di Genova lungo le sponde del torrente Polcevera. Tra questi il più famoso è il Bianco di Coronata, prodotto nell’entroterra ponentino di Genova sulle colline di Coronata e Merengo e per secoli il vino per eccellenza del genovesato. E’ un vino di colore giallo paglierino scarico con lievi riflessi dorati. Dal profumo intenso, con sentori di erbe e fiori di campo e sapore secco leggero ma equilibrato. Va servito freddo ed è da bere entro un anno dalla vendemmia. Accompagna bene antipasti di mare, frittelle con verdure e baccalà, minestrone alla genovese, torte di verdura e focacce. Questo vino fu molto apprezzato da Stendhal durante il suo soggiorno genovese ed è riportato nel suo libro “Viaggio in Italia”.
  • Golfo del Tigullio: denominazione riservata ai vini (bianco, rosato e rosso) prodotti sulle colline che circondano Genova. Tra questi spicca la Bianchetta Genovese, vino di un giallo paglierino scarico con lievi riflessi verdognoli; profumo ampio, intenso e persistente; sapore secco ma morbido, sapido, con piacevole fondo amarognolo. Va servito freddo ed è da bere entro un anno dalla vendemmia. Accompagna bene minestre di verdure, risotti con ortaggi di stagione o frutti di mare, pesci di mare lessi o al cartoccio.
  • Colline di Levanto: vino bianco o rosso prodotto nella provincia della Spezia (tra cui i comuni di Levanto, Bonassola, Framura e Deiva Marina). Per i bianchi i vitigni autoctoni sono il Bosco e Albarola (di origine circoscritta e molto antica) a cui si è aggiunto il Vermentino. Per i rossi i vitigni sono il Sangiovese e il Ciliegiolo.
  • Cinque Terre: vino bianco prodotto principalmente con le uve di Bosco, Albarola e/o Vermentino nei comuni di Monterosso, Vernazza, Riomaggiore e La Spezia. Ha un colore paglierino più o meno intenso; profumo delicato ma persistente, con sentori di erbe di campo; dal sapore secco, discretamente morbido, sapido, continuo. Da bere preferibilmente entro un anno dalla vendemmia e da servire freddo. Accompagna antipasti di pesce e frutti di mare, risotti di pesce e pesci al forno.
  • Cinque Terre Sciachetrà: è un vino passito dolce e liquoroso prodotto con le stesse uve del tipo secco e coltivate nei medesimi comuni.  Dopo essere stati raccolti i grappoli vengono posti su graticci e lasciati ad appassire fino a novembre per poi essere schiacciati (“sciaccà”, da cui il nome).Oltre ad avere una lunghissima storia, ad essere conosciuto in tutto il mondo e ad essere uno dei più rari vini italiani, lo Sciachetrà è stato riconosciuto anche come presidio Slow Food della Liguria. Il colore varia da un giallo dorato da giovane (2-3 anni) fino ad un ambrato con riflessi rossicci dopo un lunghissimo affinamento (20 anni); profumo ampio e fruttato (albicocca e pesca) che varia di intensità e sfumature con l’affinamento; il sapore dolce ma non stucchevole con lieve sapidità se giovane, diventa delicatamente dolce, caldo , sapido e lievemente tannico se lungamente affinato. Da bere da 2 a 10 anni e più dalla vendemmia, secondo l’annata. Se molto affinato è un ottimo vino da meditazione. Accompagna bene formaggi, pandolce e panforte.
  • Colli di Luni: denominazione interregionale che comprende i vini (bianchi e rossi) prodotti nelle provincie della Spezia e di Massa Carrara (Toscana).

Alcuni dicono che i vini liguri portano dentro il sapore mare. A pensarci bene i vigneti liguri (ricavati scavando terrazze nelle montagne e rinforzandole con muretti a secco) molto spesso si affacciano sul mare e ne ricevono la tiepida brezza carica di cristalli di sale. Voi che ne pensate, il mare lo sentite quando sorseggiate un bicchiere di vermentino?

 

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* Per la stesura delle descrizioni delle caratteristiche dei vini ho fatto affidamento – non essendo (ancora?) sommelier –  alla “Guida alle cantine e ai vini della Liguria” di Virgilio Pronzati, City 2 Editrice.

 

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