Guadagnare dalla valorizzazione del territorio in Liguria? Certo, scopriamo come.

territorio in Liguria

Continua la rubrica che ZenaZone.it dedica alla natura ed all’ambiente in collaborazione con Marco Corzetto, agronomo ed esperto apistico.
Nel precedente articolo abbiamo parlato di apicoltura e delle possibilità reddituali ad essa legate.
Oggi vorremmo affrontare un nuovo argomento anch’esso legato alla possibilità di ottenere un reddito dallo sfruttamento o meglio dalla valorizzazione del territorio in Liguria.

Sig. Corzetto, è vero che anche in una regione come la nostra Liguria, caratterizzata da una conformazione spesso scoscesa è possibile creare opportunità occupazioni ed economicamente rilevanti?

Abbiamo il privilegio di vivere in una Regione ricca di bellezze naturali, caratterizzata però da una conformazione territoriale complessa per via delle scoscese montagne che si ergono alle spalle della costa. Tuttavia queste asperità hanno temprato il nostro carattere che è stato capace di domare il territorio rendendolo fertile grazie alla creazione di terrazzamenti e fasce ricavate dalle montagne.
E forse da queste fatiche nacque l’essenza del nostro animo al primo impatto aspro e chiuso, ma solo di facciata! La nostra terra ed il nostro carattere sono assai simili “duri e tenaci”, ma capaci di produrre i frutti più dolci e saporiti!
La nostra terra ancora oggi, e forse più di ieri, è capace di garantire enormi opportunità occupazionali ma i suoi cittadini, ormai fortemente legati ad una idea di posto fisso e di orario lavoro 8-12/13-17 hanno perso la capacità di percepirlo.
Possediamo la maggiore estensione boschiva in Italia, la flora più variegata d’ Europa e il tutto in un territorio ormai per la gran parte abbandonato … ma come è possibile non essere capaci di trarne un sostentamento?

Già, è proprio questa la domanda che vorremmo farle. Ci può fare qualche esempio concreto?

Sì, vorrei citare due esempi in modo che il lettore possa comprendere meglio ciò che sto scrivendo:

Acquistai alcuni anni orsono un piccolo appezzamento di terreno, circa 700 mq, ove posizionai le mie api e all’interno del quale impiantai alcuni alberi di frutta. Per alcuni anni dovetti combattere con daini e cinghiali pronti a divorare dapprima gli alberi e successivamente la frutta che le giovani piante iniziavano a produrre. Le piante che sono sopravvissute alla devastazione degli ungulati lo scorso anno hanno prodotto abbondanti quantità di mele che mi hanno permesso di disertare i fruttivendoli del mio quartiere per tutto il periodo invernale ….. grazie a questi prodotti che ho poi lavorato ho anche ottenuto sciroppi, marmellate e derivati vari.
Certamente non posso dire di avere ottenuto un reddito diretto dal mio piccolo appezzamento di terreno ma un buon risparmio sicuramente si!

E che dire dell’esperienza di una socia “Apigenova” che non riuscendo a vendere (lei possiede una fantastica azienda agricola) le proprie mele “non trattate” poiché piccole e di aspetto non propriamente gradevole pensò di destinare la produzione alla estrazione del succo e ricavarne sciroppo, aceto, sidro e altri sottoprodotti che ora commercializza riscontrando un grande successo?
Alcuni giorni orsono lessi un interessante articolo sul quotidiano Il Secolo XIX che parlava della metafora del “nespolo”…in realtà avevo già iniziato a scrivere questo articolo e in esso avevo dedicato alcune righe proprio a questa pianta…..
Il nespolo è un albero che produce un abbondante fruttificazione ogni anno; è una pianta di facilissima coltivazione che non necessita di cure gestionali ed acqua di irrigazione. L’unica patologia che lo colpisce è la ticchiolatura, peraltro facilmente controllabile e che comunque non ne vanifica la vitalità.
I frutti di nespolo che ricaviamo sul territorio in Liguria sono dolcissimi a differenza dei pessimi prodotti commercializzati, a prezzo folle, sui banchi del mercato, di origine per lo più spagnola.
Se osserviamo i versanti montani alle spalle di Genova notiamo ampie aree ormai invase da una vegetazione infestante e non produttiva…non sarebbe difficile recuperarle per impiantarvi nespoli, agrumi, meli, prugni e ciliegie.
E’ vero “la terra è bassa” ma oggigiorno possiamo contare su mezzi meccanici di facile trasporto che ci aiutano in ogni lavoro: trivelle che favoriscono l’impianto di un frutteto, decespugliatori che ne permettono lo sfalcio, irroratori a scoppio o a batteria che sono in grado di effettuare con facilità trattamenti antipatologie……
E che dire dei trattamenti antifungini di ultima generazione? In commercio esistono prodotti naturali in grado di aumentare fortemente le produzioni agrarie le quali risultano, grazie ad essi, esenti da fitofarmaci di sintesi: parliamo delle micorizze, degli antagonisti o delle, chitosine…in altre parole funghi e derivati naturali che aumentano la vigoria vegetativa delle nostre coltivazioni, ne aggrediscono i parassiti e donano al raccolto colori più marcati e sapore più intenso…..

E’ possibile quindi imparare o forse sarebbe meglio dire “re-imparare” a conoscere la terra oggi in Liguria? 

Da un paio di anni lo Studio Tecnico del Verde, www.studiotecnicodelverde.it, organizza corsi di agraria molto seguiti da quei cittadini che rincorrono il sogno di ottenere una fonte di occupazione e di reddito lavorando “la terra”!
La terra quindi come un traguardo di vita….se è vero che “la terra è bassa” e altrettanto vero che lo spirito di coloro che la coltivano è certamente alto e dedicarsi ad un’attività strettamente legata al territorio rende l’animo libero e sereno.

Grazie Sig. Corzetto, alla prossima puntata!

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