A tu per tu con Fabio e Gianluca Balocco nella cornice di Castello d’Albertis

Balocco

Giovedì 6 settembre alle ore 18.00, come evento collaterale della mostra “Witjai il gene verde della razza umana” (prorogata al 21 settembre), incontriamo Fabio Balocco scrittore e blogger per ‘Il Fatto Quotidiano’, e l’artista Gianluca Balocco. I due dialogheranno sui punti chiave del libro ‘Verde Clandestino’, dove Fabio Balocco ha il ruolo di coautore.

Difendere la foresta pluviale è cosa doverosa e sacrosanta. Ma spesso chi difende questa entità così lontana non si accorge del verde che lo circonda sotto casa. ‘Verde Clandestino’ è un libro che mira a far comprendere l’importanza della flora urbana, dalle cosiddette ‘erbacce’ ai boschi in città. Come recita nel suo libro l’autore mette l’accento, attraverso il testo e scatti suggestivi, sull’unicità del patrimonio boschivo-forestale e cittadino, cercando di far comprendere che anche le cose che crediamo superflue o dannose hanno invece un aspetto molto importante per sostenere la vitalità dell’intero ecosistema. Lo scopo dell’opera è quello di spronare il lettore a trasformarsi da passante ad osservatore, con una riflessione profonda sulla relazione fra natura e l’uomo.

Fabio Balocco, al di fuori del suo lavoro per la testata ‘Il Fatto Quotidiano’, si è sempre interessato all’ambiente naturale, soprattutto a quello montano. Ha investito il ruolo di fondatore in club che avevano a cuore la salvaguardia delle Alpi, come la ‘Commissione Protezione Natura Alpina del Club Alpino Italiano’ e nel 1993 nella sezione italiana della ‘Commissione per la Protezione delle Alpi (Cipra)’. Dal 1985 al 2015 ha ricoperto la carica di consigliere nel ‘Pro Natura Torino’ una Onlus, associazione apartitica senza scopo di lucro, costituita da volontari che si battono per la salvaguardia ambientale in tutti i suoi aspetti, in particolare per ciò che riguarda e circonda l’uomo. Ha enfatizzato l’importanza della salvaguardia ambientale anche tramite i suoi scritti collaborando con numerose testate (‘Alp’, ‘Rivista della Montagna’, ‘Meridiani Montagne’, ‘Montagnard’) e con la realizzazione di libri come ‘Torino: oltre le apparenze’, ‘Verde clandestino’, ‘Loro e Noi. Storie di umani e altri animali’, e ‘Poveri. Voci dell’indigenza, l’esempio di Torino’.

Gianluca Balocco è un fotografo artista ed autore, utilizza i suoi lavori fotografici come strumento scientifico al limite tra biologia evoluzionista e antropologia contemporanea. Da anni ormai predilige temi ecologici che partono dalla consapevolezza delle relazioni sistematiche indispensabili alla vita e all’evoluzione della razza umana, porgendo spunti di riflessione per gli argomenti dell’inquinamento ambientale, il futuro Pianeta, i problemi energetici e la sostenibilità. Attraverso il medium fotografico sottolinea l’importanza delle piante da sempre fonte di cura, sopravvivenza degli esseri viventi. Dal 13 aprile 2018 al 21 settembre 2018, alcune delle sue opere sono visibili presso il ‘Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo’ nella mostra “Witjai il gene verde della razza umana”.

Intorno alla mostra “Witjai il gene verde della razza umana”, è nata la collaborazione tra il ‘Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo’ di Genova e Gianluca Balocco per la campagna fondi “Io Shuar” a favore della comunità Shuar di Sapap Naint nell’Amazzonia ecuadoriana. Di recente, la comunità Shuar ha vinto una causa per la conservazione dei propri territori. Le popolazioni indigene sono l’unico baluardo e controllo al disastro ambientale che si rinnova da oltre due secoli in Amazzonia, solo loro possono proteggere questo bene comune.

È possibile aiutare la comunità Shuar di Sapap Naint acquistando uno o più oggetti di seguito elencati, con la grafica esclusiva realizzata dall’artista Gianluca Balocco: una T-Shirt (€ 10), una shopper-bag in tela di juta (€ 8) e una tazza (€ 8). I gadget sono già disponibili presso il bookshop di Castello D’Albertis fino a fine dicembre.

Per tutta la giornata di venerdì 21 settembre, ci sarà una straordinaria opportunità di farsi ritrarre sul set fotografico ‘Io Shuar’ con oggetti Shuar della collezione museale e ricevere la propria immagine formato 30×40 per concessione dell’artista (offerta libera a partire da € 50).  A causa di posti limitati è necessario prenotarsi allo 010 2723820.
Il progetto “Io Shuar” ha visto il contributo organizzativo di: ‘Lameladivetro’ (LMdiV), ‘Movimento Cristiano Lavoratori’ (MCL) e ‘Ente Nazionale Tempo Libero’ (ENTeL) ed il supporto comunicativo del Comune di Genova e della Cooperativa Solidarietà e Lavoro scs-onlus.

NESSUN COMMENTO