Street Art a Genova: il progetto Walk The Line

Street Art: graffiti, murales, tag L'arte che proviene dalla strada colora Genova e contribuisce a riqualificare zone urbane e suburbane

Street Art: graffiti, murales, tag

L’arte che proviene dalla strada, la street art, colora Genova e contribuisce a riqualificare zone urbane e suburbane.

L’idea di base del progetto Walk The Line è quella di considerare l’intervento artistico come strumento di rivitalizzazione dello spazio urbano in grado di trasformare la sua immagine, la sua percezione e quindi la sua fruizione.

Per questo Walk The Line si affianca ai tradizionali circuiti turistici, consolidati in una città come Genova, accompagnando il visitatore all’interno di vicoli o zone periferiche mostrando una città diversa, che grazie all’arte di strada, si mostra e mostra un’inedita pagina di sè.

Street Art: arte pubblica a cielo aperto

Le azioni artistiche si confrontano con il contesto urbano entrando in relazione con i soggetti sociali e culturali già esistenti, trasformando la percezione di un quartiere o di una strada e sensibilizzando a questa forma di arte con diversi tipi di interventi che andranno dal muralismo, all’installazione site-specific, alla proiezione di documentari ed esperienze analoghe che in questo periodo stanno attraversando svariate città italiane, europee ed oltreoceano.

Arte pubblica intesa quindi come strumento di partecipazione e integrazione di mondi tra loro distanti, che vede la strada protagonista e portatrice del cambiamento: luogo di passaggio e sosta, dove si intersecano centinaia di persone con le loro vite, le loro storie e le loro visioni di città da raccontare.

Walk The Line è un progetto di Linkinart supportato dal Comune di Genova

I piloni della Sopraelevata di Genova
I piloni della Sopraelevata di Genova

Linkinart è un’associazione culturale attiva dal 2006 con base a Genova.
E’ una piattaforma di ricerca interdisciplinare che colloca al centro del proprio campo di indagine la relazione tra uomo e spazio urbano, concentrando la propria attenzione su situazioni spaziali indefinite [aree marginali del territorio, spazi interstiziali, vuoti urbani, luoghi di risulta, frammenti metropolitani] Adotta l’arte come metodologia di ricerca, intesa come linea di confine elastica tra ambiti disciplinari differenti [Architettura, Urbanistica, Sociologia, Scienza, Filosofia, Botanica, Design]; passa da un processo progettuale multidisciplinare a trans-disciplinare, sviluppando metodi di indagine fluidi, capaci di leggere il territorio attraverso linguaggi contemporanei Utilizza strumenti dinamici: workshop internazionali, indagini dirette sul territorio, eventi, ateliers nomadi, azioni mediatiche, allo scopo di far scaturire nuove potenzialità del paesaggio urbano, favorendo la riqualificazione e la vivibilità di zone cittadine problematiche e lo sviluppo di una nuova coscienza critica e partecipativa Sviluppa progetti di indagine e azione territoriale attraverso l’interazione con cittadini, istituzioni, associazioni, università, gruppi di ricerca, sia locali che internazionali, attivando sinergie e network capaci di elaborare strategie progettuali adeguate alla realtà complessa 

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Michela Resi
Ho iniziato a cantare a 19 anni, sono stata una delle voci di "Non è la Rai" di Gianni Boncompagni, il mio soprannome era "Speedy" per la velocità nell'apprendere canzoni nuove. Successivamente sono stata corista di Marco Masini e Jenny B. Dopo aver girato l'Europa come cantante mi sono fermata a Bogliasco. Vivevo già a Genova quando ho partecipato a “We three plus friends”, l'ultimo disco di Bobby Durham, batterista di Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald. Dal 2013 sono conduttrice di Zenazone, realizzo video e interviste in team con Davide con cui ho realizzato anche oltre 130 video itinerari turistici in tutta Italia col format Eats&Travels.

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