Sardegna misteriosa

Basta così poco per perdersi nella leggenda …

Ormai siamo in pieno periodo estivo, il che significa tempo di ferie, di vacanze e di libertà dai normali impegni quotidiani. La Sardegna, tra mare stupendo, shopping e movida è da decenni tra le mete turistiche più gettonate per noi continentali. Il problema è che spesso ci si ferma solo all’apparenza, alle luci psichedeliche dei locali notturni e non si arriva quasi mai ad assaporare la vera essenza, quella più profonda e misteriosa (ma allo stesso tempo così alla portata di tutti) di questa terra.

L’antica terra sarda

La Sardegna è non solo la seconda isola per estensione, ma è anche la terra più antica e ricca di storia (soprattutto naturale) di tutto il Mediterraneo: il primo nucleo dell’attuale Sulcis (zona a sud ovest del territorio attuale) si formò durante il periodo dell’orogenesi caledoniana all’inizio del Paleozoico (circa 490 – 390 milioni di anni fa) e fu solo tra 450 e il 280 milioni di anni fa (periodo dell’orogenesi ercinica) che si formò tutto il resto dell’isola. Visto il suo naturale isolamento, la Sardegna è un vero e proprio paradiso terrestre: molte specie di flora e fauna sono dirette discendenti di antenati preistorici, nella maggior parte estinti in tutto il resto del bacino del Mediterraneo.

Le prime tracce umane risalgono ad un periodo compreso tra 500 mila e i 100 mila anni fa (homo erectus), mentre le prime evidenze della nostra specie sono datate a circa 20 mila anni fa e da allora la popolazione isolana non ha mai più lasciato queste terre, sviluppando anzi numerose culture (possiamo anche chiamarle, in maniera un po’ impropria ma forse più semplice, società) dalle caratteristiche uniche nel loro genere e totalmente diverse non solo da quelle del continente, ma anche dalle altre zone dell’isola.

Se di queste culture preistoriche, per quanto interessanti, non possiamo aspettarci di trovare più di tanto, esiste una cultura sulle cui tracce principali sappiamo ben poco, nonostante fossero talmente tanto evidenti da non passare inosservate neanche in epoca romana. Pensate che Porto Torres prende parte del suo nome dall’antico Turris Libisonis, colonia giulia fondata nel I secolo a.C., che fa riferimento probabilmente a torri nuragiche oggi andate perse (le attuali torri storiche risalgono grossomodo al XIV secolo d.C.). La civiltà nuragica e prenuragica (IV millennio a.C. – II secolo d.C.) ci ha lasciato tantissime testimonianze, tra nuraghi, pozzi sacri, statuine votive e domus de janas, ma anche altrettante domande, ancora oggi in larga parte irrisolte.

Una vacanza dal sapore di avventura

Due sono i modi per arrivare in Sardegna dal continente: in aereo o in nave. È vero, il primo metodo è sicuramente molto più rapido del traghetto, ma non sempre è la soluzione migliore per la vostra vacanza: i tanti siti online si dimostrano molto utili per cercare la migliore tariffa per il vostro traghetto Livorno- Olbia (così se volete potete portare tranquillamente il vostro amico a quattro zampe e la vostra auto, per essere più autonomi).

Quale che sia la vostra destinazione, la patinata Gallura piuttosto che la selvaggia Barbagia, tenete presente che una terra così antica e misteriosa non può non avere decine di posti dove le antiche leggende si possono toccare con mano. Su tutti i nuraghi sono gli esempi più importanti: queste enormi torri dalla funzione ancora sconosciuta (osservatori astronomici? Torri difensive? Serbatoi per le acque piovane? Luoghi di culto? Tutte le ipotesi sono ugualmente valide ma nessuna prevale sulle altre) sono sparse un po’ in tutta l’isola e al momento si contano circa settemila esemplari più o meno conservati.

Se volete una vacanza un po’ particolare, oltre alle meravigliose coste sarde, alle città meta del jet set nazionale e internazionale, ai prodotti tipici dell’enogastronomia (su tutti il vino Cannonau e il pane Carasau), prendetevi del tempo per visitare le bellezze della Sardegna fuori dai normali itinerari turistici gustandovi quella magia palpabile in poche altre terre d’Europa. Fidatevi, non ne rimarrete affatto delusi!

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Davide Romanini
Nato nel 1969 a Genova, ingegnere, uno dei due soci di Zenazone e co-fondatore di Zenazone.it - Autore di oltre 170 video itinerari turistici in tutta Italia con il format Eats&Travels - Videomaker Ambassador Traipler - Oltre 1.000 fotografie nello stock photography - Inserito nel programma Google Street View - Realizza strategie di Web Marketing e Video Web Marketing

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