A Santa Margherita Ligure parte la rassegna “Suoni dal mondo”, dedicata ai solisti italiani di fama internazionale

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Da venerdì 16 a domenica 18 settembre, Santa Margherita Ligure ospiterà la seconda edizione della rassegna “Suoni dal Mondo – Itinerari sonori” presso l’Auditorium Scuole Medie  (Via Generale Liuzzi, 2) ogni sera a partire dalle ore 21:30. Il Comune, sull’onda di un legame con la musica d’autore che lo vede sede tra l’altro del Premio Bindi in luglio, organizza, la rassegna dedicata ai solisti italiani di livello internazionale che hanno portato la loro musica nel mondo e che si sono contraddistinti per unicità e meriti artistici. Sono musicisti che hanno la capacità di miscelare sonorità provenienti da diversi paesi e stili musicali, diventando rappresentanti di quella world music che non ha confini geografici.

Organizzata dall’associazione culturale Bande sonore con la collaborazione de Le Muse Novae, la rassegna presenta un programma che si snoda attraverso tre serate a ingresso libero e presenta tre progetti artistici di alto livello. I protagonisti di questa seconda edizione sono: Paolo Bonfanti, chitarrista virtuoso ed indiscusso rappresentante del “Blues Made in Italy“; Riccardo Tesi, pioniere dell’organetto diatonico in Italia e uno dei più importanti esponenti della corrente world music nazionale, che presenta un progetto creato insieme al chitarrista Massimo Donno; Carlo Aonzo, con il suo trio, straordinario mandolinista italiano che ha portato le sue note oltre Oceano, collaborando con vere e proprie leggende della musica americana. Il leit-motiv di questi progetti consiste nel concetto di “contaminazione” della tradizione popolare ed etnica internazionale: un percorso culturale ed artistico, che racconta la storia e le tradizioni dei popoli attraverso la loro musica.

Ecco il programma delle 3 serate:

Venerdì 16 ottobre si esibirà, a partire dalle ore 21:30, Paolo Bonfanti: genovese, classe 1960, è definito dalla critica una tra le migliori chitarre blues d’Italia, solista mancino dalla tecnica limpida, gusti sobri ed eccellente padronanza di palco. Ha iniziato a suonare la chitarra nel 1975 e dal 1985 al 1990 è stato il front man di uno dei gruppi più importanti della scena rock-blues italiana, i Big Fat Mama, con cui ha inciso tre LP. Ha suonato nei principali club della penisola e nelle più importanti manifestazioni musicali, anche come opening act per personaggi mitici come i Pogues e Stevie Ray Vaughan. Dal 1990 si esibisce con una propria band e come solista, vantando numerose collaborazioni con vere leggende
del blues mondiale, Johnny Mars, Zora Young, Louisiana Red, Eddie C. Campbell, Alexis Corner, John Mayall, Dick Heckstall-Smith e Mickey Walzer.
Nel 1994 è stato l’unico musicista italiano presente alla rassegna “South by Southwest” (Austin-Texas). Ha fondato inoltre il gruppo Downtown con miti viventi del British Blues, con il quale si esibisce in Italia e all’estero. Ha collaborato anche con i Red Wine, uno dei più importanti gruppi bluegrass europei, con Beppe Gambetta, con la Treves Blues Band e con Fabio Treves, con il quale ha anche partecipato alle trasmissioni “Segnali di fumo” (Videomusic) e “Good Vibrations” (Tele +). A tutto questo si sono affiancate un’intensa attività didattica, la pubblicazione di un metodo per chitarra country-rock con Beppe Gambetta e la produzione artistica per alcune rock-bands italiane (The Groovers, La Rosa Tatuata).
Nel dicembre 1992 è stato pubblicato il primo CD da solista, “On my backdoor, someday” e da allora ha pubblicato una decina di cd e partecipato come ospite in molti altri (Fabio Treves, Red Wine, YoYo Mundi, La Rosa Tatuata, etc). Nel 2004 ha pubblicato “Io non sono io” un Ep che è stato un primo esperimento di preparazione e, finalmente, nel 2009 “Canzoni di schiena”, album in italiano e genovese, in cui si conferma autore maturo ed interprete perfetto di un genere che è stato definito “blues dei caruggi“. Nel 2011 ritorna alla lingua inglese con “Takin’ a Break”, un album radicato profondamente nella tradizione musicale americana, dove mescola la canzone d’autore con l’amato blues, col rock e col folk. Sempre nel 2011 esce anche “Purple House”, album con un’impronta soul e rythm’n’blues, frutto di un’ennesima collaborazione con un musicista americano, in questo caso David James, cantante e bassista di Fish Heads & Rice. Nel 2013 è stato pubblicato “Exile On Backstreets“, un lavoro d’impatto che amalgama il soul con il rap, il rock con le canzoni di protesta e la poesia con la rabbia, e nel febbraio del 2014 il cd “Friend of a Friend“, con Martino Coppo, uno dei migliori mandolinisti bluegrass in Europa. Il nuovo cd “Back Home Alive“, registrato dal vivo al Teatro Municipale di Casale Monferrato il 28 febbraio 2015, è una sorta di retrospettiva “live” di alcuni vecchi brani in una veste quasi completamente rinnovata, ed è stato inserito tra i migliori 100 dischi italiani da Daniele Biacchessi.

Sabato 17 settembre, sempre alle ore 21:30, sarà il turno di Riccardo Tesi e Massimo Donno. Compositore e organettista di fama internazionale, considerato uno dei musicisti più audaci e autorevoli della nuova scena world europea, Riccardo Tesi vanta collaborazioni illustri, dalla musica etnica (E.Ledda, Justin Vali, Kepa Junkera; J.Kirkpatrick, P.Vaillant) al jazz (G.Mirabassi, G.Trovesi) fino alla grande canzone d’autore (I.Fossati, F.De Andrè, G.M.Testa). Tesi è il fondatore del gruppo Banditaliana, uno dei gruppi italiani più acclamati a livello internazionale. Ha da poco curato la direzione musicale del riallestimento dello storico spettacolo “Bella Ciao”.
Compositore, strumentista, ricercatore: queste le anime della complessa e poliedrica personalità artistica di Riccardo Tesi, autentico pioniere dell’etnica in Italia. Dagli esordi decisamente folk nel 1978, alle odierne collaborazioni, la storia musicale del pistoiese Tesi vive di una preziosa continuità fatta di passione e di curiosità onnivore, che dalla tradizione toscana lo ha accompagnato al confronto con quelle italiane, basche, inglesi, francesi e malgasce, con il jazz, il liscio e la canzone d’autore. Il suo strumento, in perfetta simbiosi con la sua poetica della memoria, è l’organetto diatonico, antenato della fisarmonica, al quale per primo in Italia, ha consacrato un intero disco intitolato “Il ballo della lepre” (1981). Ciò che colpisce di Tesi è lo stile, chiaramente riconoscibile, attraverso il quale riesce a far parlare all’organetto una lingua arcaica eppure nuova. Il progetto che viene presentato in concerto a Santa Margherita è tratto dall’album “Partenze” di Massimo Donno, cantautore e musicista che si divide da diversi anni tra scrittura e cantautorato, tra progetti inediti e teatro: dopo il suo primo album solista nel 2013, dal titolo “Amore e Marchette”, ha ottenuto ottime recensioni e ha calcato palchi in tutta Italia. “Partenze” è uno spettacolo di canzoni che raccontano di un viaggio verso Sud, un Sud che rappresenta non solo un luogo fisico e geografico ben delimitato ma una metafora di approdo e partenza, un Sud che è anche l’Africa, l’America latina, l’Oriente. Le canzoni hanno uno scenario sonoro che è il Mediterraneo, con particolare riferimento ai suoni e ritmi del Sud Italia. Per i giurati del Premio Tenco, “Partenze” è tra i 50 migliori album usciti in Italia nel 2015. Riccardo Tesi ha curato gli arrangiamenti e la produzione artistica dell’album, lavorando, a quattro mani con Massimo Donno, anche alla stesura di alcuni brani del disco. Lo spettacolo è centrato proprio su questo incontro, tra le storie che ognuno dei due racconta attraverso le proprie composizioni: ai pezzi di “Partenze” si alterneranno i brani di Riccardo Tesi, come in un dialogo, come in uno scambio di racconti di viaggio.

Domenica 18 settembre, infine, si esibirà il Carlo Aonzo Trio dalle ore 21:30. Il concerto del Trio ci racconta, in un accattivante viaggio musicale, il mandolino e le sue diverse contaminazioni ed evoluzioni stilistiche attraverso i continenti e la sua storia. Con Lorenzo Piccone (chitarra) e Luciano Puppo (contrabbasso), Carlo Aonzo, concertista internazionale, insegnante, cultore e studioso del mandolino presenta questo spettacolo tratto dall’album “A Mandolin Journey“, frutto di un intenso lavoro di ricerca e arrangiamento.
Prendendo il via dalle coste partenopee e dalla più classica tradizione mandolinistica italiana, il repertorio approda alle Americhe spaziando dalle modalità più classiche, alla canzone italiana degli anni ’50, allo swing, ai ritmi complessi con forti influenze statunitensi e sudamericane. Una proposta unica e affascinante, per un evento di grande interesse artistico e culturale. Carlo Aonzo, mandolinista savonese di caratura internazionale, ha ricevuto l’amore per il mandolino dal padre Giuseppe (Direttore del “Circolo Mandolinistico G. Verdi di Savona”). La sua musica è stata riconosciuta con premi in prestigiosi concorsi Carlo ha girato tutta l’Europa, Italia, Giappone, Stati Uniti e Canada come solista e con formazioni cameristiche e orchestre (sia professionisti e dilettanti). Ha lavorato con numerose istituzioni musicali tra cui la Filarmonica della Scala di Milano, Emilia-Romagna Symphony Orchestra, Savona Symphony Orchestra, Cannes Symphony Orchestra, Nashville Chamber Orchestra e come direttore del ligure Orchestra a plettro (Orchestra a Pizzico Ligure) che sono stati chiamati a svolgere alla presenza di Papa Giovanni Paolo II.
Nel 1998 ha inaugurato il Festival internazionale annuale di Mandolino a Varazze, Italia, e diretto molte edizioni del Festival nel corso degli anni, invitando alcuni dei nomi più rispettati nel mandolino e chitarra. Ha anche insegnato workshop ed è apparso come solista in molte delle principali città del Nord America. In Giappone ha collaborato con gruppi di mandolino a Kochi, Nagoya e Sendai. Ha tenuto un grande successo First Annual Vancouver mandolino Workshop a giugno 2010. Carlo Aonzo, Italia dove è cresciuto immerso nella musica. La sua iniziale degli insegnanti, come un adolescente Carlo ha continuato a studiare con Ugo Orlandi, l’attuale patriarca del mandolino italiano, al Conservatorio Cesare Pollini di Padova dove si è laureato con lode (summa cum laude) nel 1993, tra cui vincere il premio “Vivaldi” del 6° Vittorio Pitzianti Concorso nazionale annuale mandolino a Venezia e il primo premio al 27 ° Walnut Valley National Mandolin Contest annuale a Winfield, Kansas. E ‘stato un membro della facoltà regolare al mandolino orientata Kaufman Kamp nel Tennessee dal 1999 e dal 2000 ha offerto un workshop annuale popolare a New York City.: New York Mandolin Orchestra, Providence Mandolin Orchestra, Pittsburgh Mandolin Orchestra, Baltimora Mandolin Orchestra, Bloomfield Mandolin Orchestra (NJ), Montreal Mandolin Orchestra, Vancouver Centro italiano di Cultura, Carlo Munier Mandolin Orchestra (Filadelfia), Denver, Milwaukee Mandolin Orchestra, Kalamazoo Mandolin Orchestra (prima assoluta di Elisabetta Inizio mandolino Concerto nel giugno 2010), Atlanta Mandolini.
Nel 2006, Carlo ha ideato e fondato l‘Accademia Internazionale del Mandolino, un’associazione che promuove la cultura mandolino. The Classical Mandolin Society of America lo ha invitato numerose volte per le loro convenzioni annuali. Carlo è anche uno studioso attivo di mandolini storici.

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