Prorogata fino al 15 gennaio la mostra con cui il Museo Luzzati rende omaggio a Italo Calvino

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La mostra con cui il Museo Luzzati rende omaggio al rapporto lavorativo tra Emanuele Luzzati e lo scrittore  – intellettuale Italo Calvino, verrà prorogata al 15 gennaio 2017. Il perché di questa mostra lo racconta Luzzati stesso durante il documentario L’isola di Calvino di Roberto Giannarelli e Pierpaolo Andriani, produzione Fabulafilm  in collaborazione con Istituto Luce e Rai Tre  (60 min, 2015): “(…) Il Visconte dimezzato è il primo libro che ho illustrato delle opere di Italo Calvino. Ho pensato intanto al Candido di Voltaire perché è sempre stato un mio pallino e c’è qualche cosa nel Visconte Dimezzato anche del Candido di Voltaire. Ma è ligure, è della mia terra, lo sento moltissimo questo entroterra ligure che è veramente un mondo speciale. Perché non è la solita Liguria che tutti conoscono con gli scogli, è questo mondo fatto di odori e di sapori e Calvino lo fa venire fuori in una maniera straordinaria. Ho cominciato proprio facendo l’ illustrazione di un personaggio che è il visconte strappandola in due per dare l’idea del visconte dimezzato. Ho giocato come Calvino giocava, perché c’è tutto un gioco nell’opera di Calvino fra il serio e il poetico (…)”.

Nella sezione dedicata alle fiabe, verranno esposte le tavole originali dei libri di Italo Calvino illustrate da Emanuele Luzzati negli anni ‘70 per le edizioni Einaudi (oggi ristampate da Mondadori): L’uccel belverde, pubblicato nel 1972 e ristampato ben altre 5 volte (1974, 1979, 1982, 1958, 1988). Nel 1975 il libro fu tradotto in inglese da Sylvia Mulcahy e pubblicato con il titolo Italian Folk Tales, in Inghilterra da J.M.Dent & Sons; Il Principe granchio e altre fiabe italiane, pubblicato nel  1974 e ristampato nel 1989; Il visconte dimezzato, pubblicato nel 1975 e ristampato nel 1979 e nel 1981.

A rendere ulteriore omaggio è la curiosa sezione che presenta i volumi delle fiabe di Calvino disegnate dai grandi artisti del ‘900: Picasso, Jean-Francois Millet, Paul Klee, Flavio Costantini.

Completano l’esposizione film d’animazione di Luzzati, materiali video e il già citato documentario L’isola di Calvino di Roberto Giannarelli e Pierpaolo Andriani, in viaggio alla scoperta dello scrittore Italo Calvino attraverso le testimonianze di chi, ancora vivente, l’ha conosciuto ed è stato suo amico: Eugenio Scalfari, Emanuele Luzzati, Gore Vidal, Renzo Piano, Inge Feltrinelli: un viaggio nelle “radici” e nella formazione di un autore che ha unito scienza e creatività, botanica e poesia. Un viaggio che racconta i primi quarant’anni della vita dello scrittore, gli anni della sua formazione, partendo nel 1923 da Cuba, luogo di nascita di Calvino, per farvi ritorno nel 1964.

Per tutta la durata della mostra sarà possibile immergersi nell’opera dei due maestri frequentando i laboratori proposti dall’Officina Didattica dedicati alle scuole e alle famiglie, tra le proposte disponibili percorsi di illustrazione dove sperimentare le tecniche del collage e dello strappo, workshop di costruzione e manipolazione dove creare la propria città invisibile ed un ricco calendario di appuntamenti per le famiglie il sabato pomeriggio a partire da sabato 8 ottobre alle 15.00.

Emanuele Luzzati, noto soprattutto come scenografo e illustratore, è stato maestro in ogni campo dell’arte applicata. Nato a Genova nel 1921, nel 1940 è costretto ad abbandonare la sua città a causa delle leggi razziali. Trasferitosi a Losanna, studia e si diploma all’Ecole des Beaux Arts. Nel corso della sua carriera realizza più di cinquecento scenografie per Prosa, Lirica e Danza nei principali teatri italiani e stranieri e illustra col suo tratto inconfondibile numerosi testi classici e libri per l’infanzia, premiati in Italia e all’estero. Luzzati è interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall’intreccio di lane per arazzi all’incisione su supporti  diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali.
La ricchezza del suo mondo fantastico, l’immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo, ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati del nostro tempo. “Grande Ufficiale della Repubblica” (nominato dal Presidente Ciampi nel 2001), muore a Genova il 26 gennaio 2007, a 86 anni, nella casa dove è nato e dove ha abitato tutta la vita.

Italo Calvino è stato un intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, è stato forse il narratore italiano più importante del secondo novecento. Di origine ligure, nasce il 15 ottobre 1923, a Santiago de Las Vegas, un villaggio vicino all’Avana (Cuba), dove il padre dirige una stazione sperimentale di agricoltura e una scuola d’agraria. Dal padre agronomo e dalla madre botanica riceve un’educazione rigorosamente laica. Nel 1925 la famiglia Calvino ritorna in Italia, e si stabilisce a San Remo, nella Villa Meridiana che ospita la direzione della Stazione Sperimentale di Floricoltura, dove Calvino vive «fino a vent’anni in un giardino pieno di piante rare ed esotiche». Compiuti gli studi liceali, Italo Calvino viene avviato dai genitori agli studi di Agraria, che non porta a compimento. Per quanto, infatti, tenti di seguire la tradizione scientifica familiare, ha già «la testa alla letteratura».
Dopo l’8 settembre 1943, Calvino si sottrae all’arruolamento forzato nell’esercito fascista, e assecondando un sentimento che nutriva fin dall’adolescenza, si aggrega ai partigiani della Brigata Garibaldi, e fa così «la prima scoperta del lancinante mondo umano». Partecipa alla guerra partigiana, esperienza poi trasfusa in uno dei capisaldi della narrativa resistenziale, “Il sentiero dei nidi di ragno” (1947).
Nel suo universo di scrittore, convivono felicemente differenti vocazioni: quella neorealistica, cui sono riconducibili – oltre al già citato “Sentiero” – i racconti lunghi “La speculazione edilizia” (1957) e “La nuvola di smog” (1958); quella allegorico-fiabesca, che gli ispira la trilogia composta da “Il visconte dimezzato” (1952), “Il barone rampante” (1957), “Il cavaliere inesistente” (1959), oltre ai racconti di “Marcovaldo” (1963); quella fantascientifica, da “Le cosmicomiche” (1965) a “Ti con zero” (1967); quella da alcuni definita “combinatoria”, inclusiva dei romanzi degli ultimi tre lustri (“Il castello dei destini incrociati”, 1973; “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, 1979; “Palomar”, 1983).

Museo Luzzati a Porta Siberia
Area Porto Antico 6 16128 Genova
010.2530328
info@museoluzzati.it

Ingresso:
€ 6  intero
€ 4 ridotto
bambini gratis fino a 6 anni

Orario:
martedì – domenica 11:00 – 18:00
lunedì chiuso

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Roberta Saettone
Cresciuta di pari passo con il web, ho sviluppato una grande passione per la comunicazione digitale applicandola ai new media, passando dal giornalismo al copywriting con una forte impronta social. Dopo la collaborazione con alcune redazioni, TeleGenova e una web agency torinese, adesso mi occupo dello sviluppo dei contenuti per ZenaZone integrati al web marketing. Viaggiatrice incallita e curiosa osservatrice, mi piace esplorare ciò che mi circonda senza porre limiti ai miei interessi.

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