Porto Antico e la Nave Scuola Amerigo Vespucci

La più fotografata del weekend a Genova è stata lei!

Un piccolo omaggio per i lettori di Zenazone: due minuti di *Genova*, guardate quante immagini sa offrire Genova a chi ha voglia di guardarla e scoprirla, guardate quanto offre solo al Porto Antico che è solo una piccola parte della nostra città!

Il Porto Antico di Genova

Forse il luogo più moderno di Genova, a dispetto del nome, progettato da Renzo Piano con il suo Acquario, il bigo, il Millo, la piazza delle Feste, l’isola delle Chiatte, i Magazzini del cotone, un luogo in grado di attirare turisti da tutto il mondo.
Oggi però la più fotografata era lei: la Nave Scuola Amerigo Vespucci, orgoglio della Marina Militare Italiana, la regina dei mari presa d’assalto da genovesi e da turisti. Un gioiello che ha attratto migliaia di persone sul waterfront genovese.

L’area del Porto Antico è definita anche “Expo”, avendo ospitato le esposizioni dell’Expo ’92 Genova, si estende in lunghezza da Piazza Cavour fino a Ponte Parodi ed è costeggiato, nel lato a monte, dalla strada sopraelevata che passa davanti a Palazzo San Giorgio.
Il suo totale restauro è stato completato nel 1992 su progetto dell’architetto Renzo Piano, in occasione delle celebrazioni del cinquecentenario della scoperta dell’America.

La Nave Scuola Amerigo Vespucci

L'Amerigo Vespucci al Porto Antico di Genova
L’Amerigo Vespucci al Porto Antico di Genova

L’Amerigo Vespucci è un veliero della Marina Militare costruito come nave scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali dei ruoli normali dell’Accademia navale.
La nave-scuola fu varata il 22 febbraio 1931 a Castellammare di Stabia dalla quale salpò il 2 luglio alla volta di Genova dove, il 15 ottobre 1931, ricevette la bandiera di combattimento nelle mani del suo primo comandante.
Una curiosità per comprendere l’importanza di questo veliero, orgoglio nazionale: di norma i transatlantici hanno sempre la precedenza rispetto alle altre imbarcazioni navali, ma quando un transatlantico incrocia l’Amerigo Vespucci, spegne i motori, rinuncia alla precedenza e rende omaggio suonando tre colpi di sirena, che equivalgono al saluto.

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