Stengel. Existence is Resistance. E l’arte che resta -fino al 23 novembre

Stengel

In un periodo storico in cui la pittura difende faticosamente il suo ruolo nei confronti di altri media come la fotografia, il video, l’istallazione, la nuova stagione al Museo di Sant’Agostino propone una mostra improntata sull’opera proteiforme di Karl Stengel, artista di origini ungheresi scomparso nel 2017, in un confronto con i protagonisti storici del Cinque e del Seicento genovese.

L’allestimento mette in primo piano la narrazione pittorica traducendola in una serie di scenari site specific che aprono ad una visione panoramica tra la forza intrinseca dei quadri di Stengel e l’iconografia degli affreschi portati su tavole monumentali. Opere di maestri come Valerio Castello, Gregorio De Ferrari, Domenico Fiasella, Luca Cambiaso, Domenico Piola, allestite tra i capolavori degli scultori Pierre Puget, Giovanni Pisano, Francesco Maria Schiaffino, Filippo Parodi, per nominarne alcuni.

Avendo imposto per secoli le tematiche principali dell’arte, la Chiesa, insieme alla nobiltà, risulta il committente più importante di opere d’arte. Di questa narrazione elogiativa spaziando dalla mitologia greco romana alle virtù dei Santi ed episodi di vita e morte di Gesù si fa portavoce la collezione al secondo piano del Museo in cui s’inseriscono, con ritmo cromatico scandito, i dipinti di Karl Stengel, prevalentemente realizzati negli Anni Novanta. La trama del progetto analizza la spiritualità in Stengel che fuoriesce dalla matrice narrativa prima del Rinascimento, poi del Barocco, al fine di avvicinarsi ad un arte che veicola contenuti spirituali, il che lo porterà progressivamente a prescindere dalla figurazione.

L’esposizione dei dipinti di Stengel viene completata da un’ampia collezione di disegni allestita nelle tre ali del Gabinetto del Disegno e della Grafica. Stengel ha lasciato un’eredità di più di mille disegni, “la sua compagnia perenne” come soleva dire, con cui l’artista traduce delle esperienze, delle percezioni, dei momenti vissuti di qualsiasi circostanza, brani di musica ascoltati oppure impressioni fugaci di letture, sono il suo modo di fare filosofia, di ragionare con se stesso su come va e dove va il mondo, con un registro molto personale e spontaneo.

Il progetto ideato e curato da Beth Vermeer, Design of the Universe, inscena la convivenza tra le sculture e i dipinti storici di vari periodi, facendo riferimento soprattutto alla missione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e al suo leitmotiv “dove il passato incontra il futuro” e in particolare alle Giornate Europee del Patrimonio 2018 del 22 e 23 settembre che esorta vivamente l’arte di condividere.

Orari di apertura:
orario estivo fino al 7 ottobre
da martedì a venerdì 9.30/19.00
sabato e domenica 10.00/19.30
Chiuso il lunedì.

Orario invernale dal 9 ottobre:
da martedì a venerdì 9.00/18.30
sabato e domenica 9.30/18.30

Biglietto d’ingresso:
-Intero 5 €
-Ridotto 3 €

 

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