Intervista alla regista Maria Lodovica Marini

Maria Lodovica Marini ci ha raccontato la sua vita, dalla prima passione inconscia da bambina per il cinema, fino al suo film.

L’abbiamo incontrata presso l’ex Ospedale Psichiatrico di Genova Quarto, non una location qualunque ma proprio quella che è stata set del sul film Uargh!, realizzato nel 2016 avvalendosi di quaranta attori non professionisti.

Maria Lodovica Marini ci ha raccontato la sua vita, dalla prima “passione inconscia” fin da bambina per il cinema, fino al suo film. Ascoltando le sue parole e il susseguirsi di alcuni episodi della sua vita ci si convince che le scelte importanti non avvengono mai per caso, a volte hanno solo bisogno di tempo.

La sua mission è “dare la voce”, lo fa quotidianamente nella sua professione di logopedista specializzata nella teoria del linguaggio e della comunicazione e lo fa nella sua attività di regista, dando la voce non a personaggi interpretati da attori fatti ma a persone assolutamente non avvezze alla macchina da presa, come suole fare Ermanno Olmi, alla cui scuola la regista si è formata.

La sfida di Maria Lodovica Marini è quella di rivelare sulla scena la personalità di ogni protagonista del film mantenendone innanzi tutto la naturalezza, proprio in quanto interprete di se stesso.

Proprio come ha fatto con la nostra conduttrice Michela Resi, che come sapete prima che conduttrice è cantante, ma fino all’anno scorso non aveva mai partecipato alla realizzazione di un film. Michela è infatti uno dei quaranta attori non professionisti che hanno fatto l’esperienza di Uargh! e oggi ha intervistato Maria Lodovica Marini per farla conoscere meglio anche a noi.

La chiacchierata con Maria Lodovica Marini scorre piacevolmente su una panchina di uno dei cortili interni dell’ex ospedale Psichiatrico di Genova Quarto dove la regista ci racconta il perché della scelta di quella location per poi arrivare a rivelarci come si è instaurata in lei la passione per il cinema come conseguenza naturale di quella per la lettura prima e la scrittura poi.

Nel film Uargh! una giornalista e un cameraman penetrano in un manicomio alla ricerca di un misterioso compositore che cerca di far conoscere lo Uargh! come modus dell’esistenza, affermando l’inutilità dell’iperattivismo senza costrutto.
Per saperne di più non vi resta che guardare l’intervista di ZenaZone.it.

Video intervista a cura di Michela Resi
Riprese e montaggio di Davide Romanini

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