La storia di Torre Quezzi

Nel 1830 una relazione militare riscontrò come il posizionamento strategico di questa piccola opera di appoggio fosse molto migliore di quello di Forte Quezzi

L’affascinante storia di Torre Quezzi raccontata in occasione dell’esplorazione della sua cisterna effettuata da parte dei tecnici del Centro Studi Sotterranei-Genova.

Torre Quezzi (318 s.l.m.) è una torre circolare in laterizio di 15 metri di diametro per 17 m di altezza, costruita dal Corpo Reale del genio Sardo tra il 1818 e il 1823 e situata sulle alture di Quezzi.

La torre, che domina le alture della val Bisagno, fu costruita a difesa del Forte Quezzi, lungo il crinale nord del monte, allo scopo di impedire un punto di partenza ad eventuali truppe nemiche per un attacco al forte stesso.
Il Genio Sardo si occupò di rinforzare proprio quel lato del monte costruendo questa una piccola opera di “appoggio” a pianta circolare.

La storia di Torre Quezzi

Nel 1830 una relazione militare riscontrò come il posizionamento strategico di questa piccola opera di appoggio fosse molto migliore di quello di Forte Quezzi, così furono sviluppati diversi progetti per rinforzare e ampliare la torre, si pensò all’aggiunta di bastioni e alla creazione di un forte simile a quello di Begato.
Il progetto rimase però sempre in un cassetto, e la torre non fu mai modificata.

Il secolo successivo, intorno al 1909, l’opera fu abbandonata dalle autorità militari e adibita a ristorante poi fu definitivamente abbandonata nell’immediato secondo dopoguerra, quando furono rimosse le parti metalliche e i tiranti del pavimento, che ne causarono il crollo.

Torre Quezzi oggi è in stato di completo abbandono, talvolta perfino utilizzata come ricovero per le greggi di pastori locali è in uno stato di conservazione precario e necessiterebbe di restauri, che potrebbero riportare la struttura ad essere visitabile.

La torre e l’area immediatamente circostante sono considerati sito di interesse comunitario dall’Unione europea.
L’ingresso era originariamente protetto da un fossato a semi-cerchio, e da un ponte levatoio di cui oggi non rimangono tracce, se non una muratura davanti all’ingresso che fungeva da appoggio per il ponte quando era abbassato.

Itinerari a Genova su Zenazone

Il canale YouTube ufficiale di Zenazone

NESSUN COMMENTO