“La riqualificazione verde di Staglieno”

Il “verde” è senza dubbio il migliore biglietto da visita di una città.
Una località anonima suscita simpatia quando aiuole riccamente addobbate di fiori e piante contribuiscono ad adornarla.
Genova è una città ricchissima di bellezze architettoniche, artistiche e naturali.
In essa coesistono in armonia, confondendosi l’un l’altro, il “vecchio ed il nuovo”.
Il centro storico più grande d’Europa abbraccia le nuove architetture nate ad inizio dello scorso secolo: il primo grattacielo costruito in Europa, i maestosi palazzi di Via XX Settembre, le sue piazze, il grande porto aperto ora alla città ed ai suoi abitanti e turisti.
Il genovese custodisce gelosamente le bellezze della città tanto che queste restano persino ignote alla grande quantità dei “nuovi” abitanti!

Staglieno
La situazione prima dell’intervento

I turisti scoprono e visitano l’antica Strada Nuova (attuale via Garibaldi) ed i meravigliosi palazzi dei Rolli, ma anche l’Acquario, il Galata Museo del Mare o il castello d’Albertis, dimenticando luoghi un tempo oggetto di vere e proprie carovane di visitatori: ad esempio la lussureggiante villetta di Negro, oasi del verde nel centro cittadino o Villa Pallavicini ed ancora i Parchi di Nervi con la splendida passeggiata a mare dedicata ad Anita Garibaldi.
E che dire del Cimitero Monumentale di Staglieno, forse il più bello d’Europa?
Staglieno, con i suoi monumenti, le sue guglie ma anche i suoi vialetti alberati o le sue imponenti tombe ricche di storia. E ‘considerato un museo a cielo aperto, celebrato ed ammirato da grandi viaggiatori stranieri come ad esempio Ernest Hemingway o Mark Twain.
Staglieno, un tempo meta ogni giorno di comitive di turisti accompagnati da guide capaci di raccontare la storia delle persone più note che vi riposano.

Dello stesso mio parere è l’agronomo Marco Corzetto, titolare dello Studio Tecnico del Verde di Genova (www.studiotecnicodelverde.it), che da alcuni anni insegna a scuola e ammette di essere rimasto stupito quando ha osservato che i ragazzi di oggi nulla conoscono di questo maestoso cimitero; nulla sanno dei monumenti che raccontano la storia dei nostri avi: la tomba di Giuseppe Mazzini, quella di Constance Lloyd (moglie di Oscar Wilde), oppure patrioti come Michele Novaro (compositore dell’inno nazionale italiano) e forse più di ogni altra la statua di Caterina Campodonico “la signora delle noccioline”…..
Ognuna di esse nasconde una storia che è parte integrante del nostro passato: in quel luogo sono deposte “le nostre radici” capaci di rimembrare ciò che eravamo e per quale ragione siamo la terza città del Nord Italia in ordine di grandezza, ricchezza, popolazione.
Abbiamo quindi perso le nostre radici? Forse…..ma per quale motivo non provare a “recuperarle”?
Da questi presupposti a Corzetto venne, lo scorso anno, l’idea di proporre un recupero delle aree verdi del cimitero! Per lui da troppi anni ampie aree del cimitero di Staglieno versano in una condizione pietosa, con tombe e marmi deteriorati da inquinamento ed incuria, con i suoi giardini abbandonati in alcuni casi avvolti da una vegetazione che sembra dare luogo ad una “giungla nella città”.

Nacque così l’idea del “progetto per Staglieno”: Marco Corzetto prese contatto con un’associazione di volontari (Per Staglieno Onlus) la quale con i pochi mezzi a disposizione operava già da tempo al suo interno attuando interventi di pulizia dei giardini, facendo anche ricerche storiche su importanti persone di fine 800 che vi riposano (recentemente si è completata la ricerca dei calciatori qui sepolti che giocarono nella squadra del Genoa, vincitrice dell’ultimo scudetto ufficialmente assegnato, il Genoa vinse anche nel 1925 ma per ragioni politiche lo scudetto venne revocato).
Propose alla Dirigenza dell’Istituto Agrario B. Marsano il progetto ed ottenne il parere favorevole del Consiglio di Istituto a seguito del quale venne sancita la convenzione con il “Cimitero di Staglieno” volta alla riqualificazione di ampie aree verdi ed alla manutenzione e cura di vialetti e/o cura di alcune delle tombe di maggior prestigio presenti al suo interno.

Staglieno
I ragazzi che hanno compiuto il lavoro

L’avversione e contrarietà al progetto da parte di alcuni bottegai che vi operavano anche all’interno rischiò di vanificare le operazioni ideate: la presenza di poche avide persone che anteponevano interessi personali a quelli della collettività fece tuttavia insorgere la cittadinanza che, unita, accorse in sostegno di quanto si stava concretizzando permettendo al progetto di prendere concretezza.
Fu così che gli studenti del Marsano poterono iniziare a “lavorare” riqualificando le ampie aree verdi in esso presenti.
Autorevoli ricercatori del settore agrario sostengono che “ciò che è scritto sui libri spesso non rispecchia ciò che l’occhio può vedere” ed è così che grazie a Marco Corzetto Staglieno è divenuto un vero laboratorio di studio per gli studenti: un luogo dove coltura e culture si affiancano, dove arte, storia, senso civico e perché no? Piacere di operare all’aria aperta, si fondono.
Una scuola “priva di muri” dove gli studenti possono iniziare ad apprendere le competenze gestionali del verde, dove imparano a conoscere piante ed alberi, a ripristinare una siepe o a potare un arbusto; dove il ripristino di un muro o quello di un sentiero di pietre non è un’opera fine a se stessa ma anche una capacità che successivamente permetterà in altri luoghi di recuperare terrazzamenti per attivare nuove coltivazioni.
Ma Staglieno permetterà a questi studenti di studiare su campo le patologie che affliggono gli alberi e predisporre piani di lotta contro insetti e malattie. Ed ancora valutare i rischi di caduta degli alberi utilizzando attrezzature specifiche, grazie agli insegnamenti di Corzetto.
Il lavoro compiuto lo scorso anno dagli studenti del Marsano ha preso vigore quest’anno grazie alle attrezzature fornite gratuitamente da alcuni sponsor primi tra tutti “BRICOMAN”, che ha donato una moltitudine di materiale indispensabile alle opere in corso.

Staglieno
Gli studenti del Marsano al lavoro

Genova ha enormi potenzialità per crescere e diventare una meta turistica di eccellenza: Palazzi dei Rolli (patrimoni dell’umanità Unesco) Porto antico e museo del mare, centro storico, villa Pallavicini o Parchi di Nervi, Cimitero di Staglieno. ….
Già ora grazie al lavoro compiuto dagli studenti del Marsano e a quello di “Associazione Per Staglieno” si riscontrano i primi interessanti segnali positivi: Staglieno è tornata ad attirare turisti intenti a fotografare alcune delle maestose tombe riportate “alla luce” dopo essere state liberate dalla vegetazione che le ricopriva e si abbarbicava su esse.
Staglieno potrebbe ritornare ad essere volano per il turismo se solo in esso venissero spese risorse volte alla sua valorizzazione e riscoperta.

Occorre sapere fermare il tempo e osservare perché le cose più belle avvengono nell’ombra”. Abbiamo nel nostro grembo tesori che aspettano solo di essere riscoperti; Staglieno è uno di questi.

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