La gestione delle aree verdi delle nostre città

gestione delle aree verdi

Chi non apprezza il piacere di passeggiare durante la stagione estiva sotto il fresco di un viale alberato? E vivere la poesia dei colori dell’autunno, quando le foglie dalle mille tonalità bronzee cadono creando un tappeto che annuncia l’arrivo dell’inverno?

Eppure qualcuno sostiene che, nonostante tutto, gli alberi in città siano un problema dimenticando che in realtà sono una risorsa che permette la nostra sopravvivenza.
Qualcuno sottolinea che la loro permanenza in città provoca costi di manutenzione che dilapidano la quota che potrebbe essere destinata ad altre voci…….

Nessuno spiega per quale ragione si spende denaro pubblico ovunque e spesso in malo modo e la voce gestione delle aree verdi deve essere cancellata dai bilanci comunali, impoverendo le nostre città di un elemento di arredo indispensabile, privando tutti noi dei benefici influssi psicofisici che il verde è in grado di trasmettere.
E naturalmente umiliando la professionalità di migliaia di operatori che da esso potrebbero/dovrebbero trarre sostentamento.

Perché, per ragioni di sicurezza, si obbligano i cittadini a collaudi di ogni genere (calderine, vetture, estintori, licenze….) ma gli alberi in città, pubblici e privati, vengono abbandonati a se stessi fino al disseccamento o alla loro caduta? Non sono pur essi potenziali mine in caso di malgestione? Troppo spesso ci dimentichiamo che gli alberi non sono esseri inanimati, loro garantiscono la nostra sopravvivenza afferma l’agrotecnico Marco Corzetto, titolare dello Studio Tecnico del Verde di Genova (www.studiotecnicodelverde.it): producono ossigeno, mitigano il clima (un albero ha la capacità di rinfrescare l’aria al pari di 10 condizionatori funzionanti per 24 ore di fila), assorbono le polveri sottili, hanno capacità fonoassorbenti!
La produzione di ossigeno sulla terra è in regresso da circa 25 anni con un calo pari a circa il 10% annuo.

Un albero centenario racchiude dentro se circa 2500 Kg di composti carbonici che ha assimilato “lavorando” 18.000.000 metri cubi di aria e mettendo a nostra disposizione 6.600 kg di ossigeno ossia la quantità necessaria ad un uomo per un periodo di circa 20 anni.
Una sola auto consuma circa 230 Kg di ossigeno in soli 100 km di percorso. Con una percorrenza di Km 30.000 avrà esaurito tutto l’ossigeno prodotto da un albero centenario….. spiega Corzetto.
Ma come si può definire un albero “una spesa”…. E’ folle pensarlo! 
L’albero è in realtà una manifestazione della vita, una lenta esplosione di un seme, un testimone del tempo che passa.
L’uomo della politica decide che un albero vecchio deve essere tagliato poiché necessiterebbe di cure ed i fondi a disposizione per il verde sono sempre considerati spese inutili. …..e così facendo si priva un quartiere di un angolo di pace e vivibilità! Ed un operatore di settore del lavoro che garantirebbe il sostentamento della sua famiglia!

Nelle scorse settimane lo staff dello Studio Tecnico del Verde di Genova si è recato a Rovereto (Tn,) in aiuto di una collettività di persone che da tempo sta lottando per cercare di salvare un intero viale di alberi della loro città, destinato in altro caso ad abbattimento.
A decretarne l’abbattimento è una delibera del Comune, spiega l’agrotecnico, avallata da una relazione emessa da un ente sovvenzionato dalla Provincia che, in una banale pagina sintetizza la necessità di abbattere oltre 40 alberi per problemi di vario tipo tra i quali, si cita copiato dalla relazione, “ o forti inclinazioni o asimmetrie nella chioma”!

Dimenticando che in natura le piante difficilmente assumono perpendicolarità precisa con il terreno e in ambito urbano le asimmetrie vengono corrette con una tecnica conosciuta da secoli e chiamata “potatura”.
Il Comune, a dispetto di quanto una intera città vorrebbe evitare, ha deciso di abbattere gli alberi per creare una pista ciclabile, peraltro già ora presente ed efficiente, riducendo il viale alberato da 2 a 1 filare.
Troppo spesso queste decisioni vengono pianificate ben prima della divulgazione; riducendo progressivamente ogni manutenzione, oppure evitando la prevenzione antiparassitaria, o ancora limitando l’irrigazione o evitando di potare le piante sottoposte successivamente a dannose capitozzature……

Un copione già visto troppe volte anche nella nostra Genova, spiega Marco Corzetto: nelle foto che seguono l’inserimento appena effettuato di ippocastani in Corso Solferino, ove si evidenzia una giovane pianta “invecchiata”, con presenza di licheni sul tronco, posta a dimora all’interno di una piccola buca con terreno cretoso, compatto e senza nessuna irrigazione a risolvere la sete imperante di questa estate, ove in bella mostra appaiono le pietre ed i massi interrati insieme alla pianta!

E così, continua Corzetto, mentre gli Ordini Professionali fanno la “guerra” tra loro nell’intento di avere il sopravvento gli uni sugli altri, il verde delle nostre città diventa terra di conquista da parte di altre categorie che nulla hanno a che vedere con la materia agraria, divenendo depauperato, vilipeso, offeso.

Per le suddette ragioni lo Studio Tecnico del verde si è recato a Rovereto dove ha effettuato, gratuitamente, analisi TAC alle alberature e relazione tecnica, lottando insieme alla cittadinanza “per salvare questi alberi”….. perchè troppo spesso non è necessario impiantare nuovi alberi quando basta curare quelli già presenti.

La nostra presenza a Rovereto, conclude Marco Corzetto, al fianco dei cittadini roveretani a salvaguardia di queste alberature, ha lo scopo di aprire gli occhi alla collettività e far si che si cambi rotta, nel rispetto del verde per ciò che è, per ciò che offre!
E in futuro non si cerchino giustificazione tecniche se le scelte sono politiche!
Ed ora sediamoci a guardare un albero, non è sufficiente osservarlo, bisogna guardarlo! Ed ascoltare la sinfonia delle sue foglie, da loro nasce il vento!
Le tempeste possono sradicare un albero, ma il vento lo consolida……lottiamo tutti insieme per salvare gli alberi.

Agr. Marco Corzetto

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