In Monferrato alla scoperta degli Infernot

Monferrato e Infernot, patrimonio dell’Unesco.
Eppure non li conoscono tutti, forse perché si trovano in proprietà private e per visitarli è necessario accordarsi coi proprietari.
Noi siamo stati fortunati contattando Federica Alberta Morone, presidente dell’Associazione Palazzo Tornielli, che ci ha subito accolti. Ed è proprio sotto Palazzo Tornielli che abbiamo potuto visitare questo mondo sotterraneo, custode del bene più importante del Monferrato nell’800: il vino.
Gli Infernot sono stati scavati nell’ottocento adiacenti o sotto le normali cantine nelle quali si produceva il mosto che diventava vino nelle botti di rovere. Una volta imbottigliato il vino necessitava di un luogo ancora più sicuro, nacquero così gli Infernot, luoghi sotterranei divenuti anche all’epoca luoghi conviviali di ritrovo, al termine della galleria con le nicchie che custodivano le bottiglie si trova infatti sempre una sala più ampia. La struttura dei vari Infernot è infatti sempre analoga.
A Palazzo Tornielli si organizzano anche matrimoni o eventi culturali, ma le tre strutture che attraversano medioevo, rinascimento ed epoca più recente custodiscono nelle proprie viscere questi Infernot, tutti rigorosamente risalenti all’ottocento, il secolo in cui videro la luce per diventare oggi una delle attrattive più pittoresce e uniche del Monferrato.

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Davide Romanini
Nato nel 1969 a Genova, ingegnere, uno dei due soci di Zenazone e co-fondatore di Zenazone.it - Autore di oltre 170 video itinerari turistici in tutta Italia con il format Eats&Travels - Videomaker Ambassador Traipler - Oltre 1.000 fotografie nello stock photography - Inserito nel programma Google Street View - Realizza strategie di Web Marketing e Video Web Marketing

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