Il ritorno di un capolavoro: la Favola di Latona

La favola di Latona
La favola di Latona

IL QUADRO
Questa tela di grande impatto scenografico, oltre che dimensionale, è ricordata nel componimento poetico I Raguagli di Cirpo del ligure Luca Assarino, stampato nel 1642.
La descrizione del dipinto obbliga a ritenere che si tratti proprio del nostro quadro: “Una tela ove si vedeva Latona che, oltraggiata nell’acqua da alcuni villani, alzava gli occhi al cielo per domandar vendetta ed essi intanto rimaneano a poco a poco
tramutati in rane. Era indicibile vedere con quale stupenda maestria havea la mano operatrice saputo esprimere gli affetti della Dea, e la confusione di quei malnati. Con quale industria in un solo individuo havea moltiplicato l’essenza di due differentissimi animali, e con qual ingegno, inserendo in un collo umano il capo d’una bestia, gli era riuscito il dinudar altrui un piede, e calzarlo colla zampa d’un mostro acquatile”.

Sappiamo dunque per certo che l’opera fu eseguita entro il 1642 da Orazio De Ferrari, che la firma, suggerendo così che si trattava di una commissione importante. Ma quando fu dipinta? E per chi?

Olio su tela, cm 193 x 261
Firmato sul bastone del contadino a destra “HORAT. FERRAR. GENO”
Milano, Giorgio Baratti Antiquario
Esposto ai Musei di Strada Nuova, Palazzo Bianco, fino all’8 maggio 2016

Info
Orari:
martedì, mercoledì, giovedì 9-19; venerdì 9-21 (1 e 22/4; 6 e 27/5; 3 e 10/6; 1 e 22/7; 5 e 26/8; 2 e 23/9; 7/10); sabato e domenica 10-19.30; lunedì chiuso – Tel.: 010 2759185

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