Gli appuntamenti con il Teatro dell’Ortica di sabato 16 dicembre

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Sabato 16  dicembre, alle ore 21.00, prende il via DiverseDifferenze, stagione 2016/2017 di Teatro dell’Ortica, dopo la «trasferta» al Teatro dell’Arca di Gruppo Teatrale Stranità il 18 novembre scorso. L’onore e l’onere di aprire la stagione va al Teatro dell’Attrito di Imperia e a Renato Donati con il suo racconto Torino-Cesena 1-1 … frammenti di storia, «testo militante» secondo la definizione dello stesso autore, a due anni di distanza dallo spettacolo Nostàlgia dedicato alla figura di José Miguel Beñarán Ordeñana, capo politico-militare di E.T.A. negli anni ’70.

Partendo da una data storica nella memoria dell’autore bambino – 26 maggio 1976 scudetto del Torino di Gigi Radice – lo spettacolo ripercorre alcune pagine della storia d’Italia: dalla lotta di Liberazione alla nascita della Volante Rossa, dalla lotta armata, alle morti bianche fino al G8 di Genova.

Una Storia raccontata per frammenti con l’obiettivo di condurre lo spettatore verso una riflessione più approfondita in merito ad argomenti sui quali troppo spesso si tace. Un testo, come i precedenti monologhi di Renato, a metà strada tra ironia e malinconia, tra poetici ricordi personali e comunista visione del mondo.

Dopo lo spettacolo, brindisi con la compagnia.

Sempre sabato 16, alle ore 10:00, presso il Cimitero Monumentale di Staglieno, gli allievi del Laboratorio di Ricerca Permanente «Opera Aperta» (e la partecipazione di Simona Garbarino, Giancarlo Mariottini, Mauro Pirovano, Danilo Spadoni) diretti da Giancarlo Mariottini ripropongono (dopo il debutto il 25 giugno scorso) L’Ultima Città Ricordi e memorie degli abitanti di Staglieno.
L’architetto che nel 1835 progettò il Cimitero, Carlo Barabino (interpretato da Mauro Pirovano) accompagnerà gli spettatori a incontrare gli abitanti di questa singolare città, statue che si animano per raccontare vite esemplari e storie quotidiane di un tempo che chiede di non essere dimenticato: il pioniere della fotografia Alfred Noack, Caterina Campodonico, la venditrice ambulante di noccioline che investì i risparmi di una vita nel proprio lussuoso monumento funebre; il poeta di versi in lingua genovese Giovan Battista Vigo, Constance Lloyd – moglie di Oscar Wilde – scrittrice e giornalista vicina al pensiero femminista; Gian Carlo Di Negro, uomo di lettere e poeta, ricordato per i ricevimenti nei quali ospitò gran parte del mondo culturale dell’epoca; Giovanni Scanzi, grande scultore genovese

Storie e vite donate a chi ascolta, pagine che si lasciano sfogliare generosamente e con gratitudine, per scoprire che le due città sono intimamente comunicanti e che il grandioso cimitero è anche e soprattutto «città dei vivi». L’ingresso è gratuito. In caso di pioggia lo spettacolo verrà rimandato.

 

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