Giochi, tra successi e paradossi. Liguria al top tra le regioni proibizioniste

Il settore dei Giochi è, senza alcun dubbio, uno dei mercati più proficui e splendenti. Il settore sembra non conoscere crisi ed è anzi in continuo e costante sviluppo. Il gioco d’azzardo ha avuto un successo enorme in Italia, ma in generale in tutto il mondo. Un discorso a parte merita la Liguria.

Sono i dati e le statistiche a dirlo e a confermarlo: 450 miliardi di euro di spesa a livello globale. E le stime proposte da parlano di cifre che possono addirittura toccare i 525 miliardi entro il 2019.

Numeri a dir poco da capogiro, quelli proposti dagli analisti di Giochidislots. A dominare il campo sono le new slot, che sbaragliano la concorrenza incassando ben 26 miliardi. Seguono le Video Lottery, che ne totalizzano soltanto (si fa per dire) 12. Tengono botta però anche il Lotto, le Lotterie, i Gratta e Vinci e le scommesse sportive, vero e proprio volano del mondo mobile. Riflettendo un po’ ci si rende conto che questi dati sono forse facilmente spiegabili. Perché? Molto semplice. Il gioco d’azzardo legalizzato coinvolge ben 16 miliardi. Davvero nient’altro da dire e da aggiungere.

Non è tutto oro quello che luccica

Ma, come sempre in questi casi, non è tutto oro quello che luccica. Il gambling vive come in una sorta di paradosso che tende a limitarlo e a controllarlo. Tutto molto logico, ovviamente. E allora che il 2016 è stato un po’ l’anno degli interventi politici, a partire dal tentativo di trovare un’intesa in sede di Conferenza Unificata. Inoltre non vanno dimenticati gli interventi degli enti locali, mirati a diminuire il numero di sale giochi e di slot machine presenti sul territorio. Si tratta di un modo per provare a prevenire e a contrastare la ludopatia e la dipendenza patologica e compulsiva. Ma in molte zone si è deciso di intervenire anche sui videogiochi, un passatempo che appare ai più abbastanza innocuo. Per esempio a Tortona, in provincia di Alessandria, il sindaco ha deciso di fissare dei limiti all’installazione di nuovi giochi, includendo slot e videogame. Un qualcosa di simile è accaduto anche in Campania, in Emilia Romagna e in Basilicata. Ciò dimostra che non stiamo affatto parlando di un caso isolato. Forme e obblighi possono essere differenti, ma i risultati sono pressoché uguali e identici. Probabilmente vi è una volontà di dire la propria e di far sentire la voce di chi gestisce i territori, ma il rischio è quello di riabilitare l’illegale, visto che tutto viene come messo sullo stesso piano e sullo stesso livello.

Un discorso a parte merita la Liguria. Infatti a Santa Margherita Ligure, comune in provincia di Genova, il sindaco Paolo Donadoni ha firmato un’ordinanza che consente di poter giocare solo per otto ore, più precisamente dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23. L’obiettivo, stando a quanto dichiarato dal primo cittadino, è quello di contrastare l’espansione e lo sviluppo di patologie legate al gioco d’azzardo. Ma la regione ligure è in generale un vero e proprio modello anti-slot. E il segnale più importante arriva dal capoluogo. Genova. Il comune ha deciso di non modificare il regolamento che non permette il rinnovo della concessione a circa 900 delle 1.100 macchinette sparse sul territorio cittadino. I gestori devono rientrare nei nuovi parametri, altrimenti niente licenza. Insomma, il gambling è davvero un mondo che oscilla, tra successi, paradossi, eccessi e regole ferree.

 

NESSUN COMMENTO