DiverseDifferenze: al Teatro dell’Ortica una serata tra i canti di lotta e lo spettacolo Animali di Periferia

animali di periferia

Sabato 17 febbraio torna «diversedifferenze» stagione di teatro sociale e civile di Teatro dell’Ortica. La serata inizierà alle 20.30 con il gradito ritorno del Coro Le vie del Canto diretto da Giovanna Ponsano che introdurrà il pubblico nel controverso clima evocato dallo spettacolo – quello fra la fine degli anni ’60 e la metà degli anni ’70 – con alcuni fra i più celebri canti di lotta e di protesta legati a quel periodo: da Il vestito di Rossini e Contessa di Paolo Pietrangeli a Avanti popolo e Per i morti di Reggio Emilia. Verrà offerto un piccolo rinfresco e alle 21.15 circa andrà in scena Animali di periferia con Mirco Bonomi e Antonio Carletti con la regia di Giancarlo Mariottini.

A partire dall’omonimo libro della giornalista e scrittrice Donatella Alfonso (adattato per la scena da Mirco Bonomi), lo spettacolo ripercorre la storia della Banda 22 Ottobre, gruppo della Sinistra extraparlamentare attivo a Genova tra il 1969 ed il 1971, attraverso il racconto dei protagonisti, coloro che – dopo aver scontato la pena per i reati commessi e oggi in libertà – hanno reso testimonianza dei fatti e dei motivi che li hanno portati a quelle scelte. L’importanza del libro della Alfonso e della messinscena di Teatro dell’Ortica, consiste nel mettere in luce l’origine della strategia politica della lotta armata che negli anni Settanta occupò nel nostro paese una rilevanza sociale primaria; un racconto che è un’occasione per rileggere sia gli anni ‘70 da una visuale particolare – quella di un gruppo di sconfitti, di emarginati, di animali di periferia, come loro stessi si sono definiti – sia una Genova che non c’è più: il porto, la classe operaia e un periodo storico che ormai appartiene alla storia, ma che dalla storia è poco indagato.

La Banda 22 ottobre (nome dato al gruppo dagli organi di stampa e derivato da un biglietto ferroviario trovato addosso a Mario Rossi, uno dei maggiori esponenti del gruppo insieme a Gino Piccardo, Beppe Battaglia, Augusto Viel) è stata una delle primissime aggregazioni della lotta armata in Italia che fiancheggiò i Gruppi di azione partigiana costituiti dall’editore Giangiacomo Feltrinelli all’inizio degli anni Settanta, contemporaneamente alla nascita delle Brigate rosse.

In quel particolare contesto alcuni militanti della 22 ottobre, il 26 marzo 1971 compirono una rapina a scopo di finanziamento ai danni del IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), rapina che si risolse con l’involontario omicidio di Alessandro Floris, commesso che portava la borsa dei soldi obiettivo dell’azione. Il fatto, per puro caso immortalato da un fotografo dilettante, destò enorme clamore mediatico. La «banda» fu velocemente sgominata. Ma le indagini giudiziarie rivelarono lo scandalo di una connotazione politica di sinistra dei suoi appartenenti: giovani e meno giovani operai, portuali, marittimi, commercianti, quasi tutti militanti cresciuti all’interno del Partito comunista, e, fatto alquanto imbarazzante, addirittura alcuni ex partigiani.

In un clima di isterica criminalizzazione gli imputati furono il centro di un linciaggio mediatico e perbenista che li voleva rapinatori balordi, spietati assassini, provocatori fascisti, sottoproletari alcolizzati, in una parola: mostri. Infatti furono loro comminati tre ergastoli e pene detentive di 650 anni.

Nel corso del processo a loro carico numerosi studenti e intellettuali della città riuscirono però a costruire un complesso lavorio di controinformazione su quanto era realmente accaduto e sui suoi retroscena culturali e politici. L’obiettivo, in parte riuscito, fu quello di ottenere per i protagonisti di quella vicenda il riconoscimento di una loro piena dignità rivoluzionaria. Di lì a poco, nel 1974, le Brigate rosse rapirono Mario Sossi, già Pubblico ministero nel processo, chiedendo la liberazione dei militanti della 22 ottobre in cambio del suo. Le trattative non raggiunsero l’obiettivo dei brigatisti, che però, caparbiamente, lo ritentarono in occasione del sequestro di Aldo Moro, quattro anni dopo.

BIGLIETTI STAGIONE SERALE:
-Intero € 10,00
-Ridotti € 8,00 (under 18, over 65, soci COOP, CRAL Amga, Telecom, ENI, ALATEL, IREN, Card MUSEI DI GENOVA,)
-€ 6,00 (corsisti ORTICA LAB e OPT e possessori di ORTICACARD-AMICI DELL’ORTICA e LIGURCARD)

INFO E PRENOTAZIONI:
Teatro dell’Ortica
010 8380120
segreteria@teatrortica.it 

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Roberta Saettone
Cresciuta di pari passo con il web, ho sviluppato una grande passione per la comunicazione digitale applicandola ai new media, passando dal giornalismo al copywriting con una forte impronta social. Dopo la collaborazione con alcune redazioni, TeleGenova e una web agency torinese, adesso mi occupo dello sviluppo dei contenuti per ZenaZone integrati al web marketing. Viaggiatrice incallita e curiosa osservatrice, mi piace esplorare ciò che mi circonda senza porre limiti ai miei interessi.

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