Autunno, il periodo ideale per disfarsi della processionaria con il trattamento endoterapico

processionaria

Le piante sono un elemento di arredo delle nostre città e per tale ragione dobbiamo preservarle dalle problematiche che le affliggono. L’inquinamento, la copertura di asfalto e cemento, l’incuria e gli urti provocati dalle vetture durante i posteggi possono provocare gravi danni ai tronchi degli alberi. Gravi problemi possono essere arrecati anche da malattie e insetti.

Quali sono le strategie che possiamo adottare per aiutare le nostre piante a sopravvivere?
Da alcuni anni gli alberi posti a dimora nei centri urbani sono dotati di una “griglia” posta a livello del terreno che ne permette la respirazione delle radici, l’approvvigionamento di acqua e nutritivi; quando presenti, i paletti di protezione riescono a evitare gli urti durante il parcheggio.

E per gli insetti quali soluzione possiamo adottare?
Va da sé che l’irrorazione aerea a mezzo di lance di prodotti antiparassitari ha molti limiti tra quali la difficoltà di coprire l’intera vegetazione a causa delle altezze di molti esemplari, inoltre si ha un’eccessiva dispersione di prodotto nell’area circostante poiché impone continui richiami a causa della scarsa persistenza dei principi attivi utilizzati.

Ed allora che fare? Possiamo permetterci di non effettuare un sistema di lotta preventivo/curativo nei confronti degli insetti?
Spesso no, come nel caso della processionaria del pino, tanto che i trattamenti sono imposti anche dalla Legge e ciò per il fatto che l’insetto è in grado di provocare gravi danni all’uomo e agli animali a sangue caldo. In realtà l’insetto non è particolarmente dannoso per i pini e le conifere attaccate ma, come anticipato, è potenzialmente letale nei confronti di parecchi mammiferi.

Vediamo meglio cosa è la processionaria e quali danni è in grado di provocare.
L’insetto è in realtà una farfalla innocua durante una buona parte della sua lunga vita; il suo ciclo ha inizio nel periodo estivo quando vola sulle alte chiome delle piante sulle quali depone le uova; da esse si svilupperanno le piccole larve che inizieranno a nutrirsi degli aghi di pino e conseguentemente inizierà il loro sviluppo. Con il sopraggiungere dell’autunno le larve tendono ad aggregarsi all’interno di nidi di materiale setoso che hanno lo scopo di proteggerle per garantire il superamento della stagione fredda.

Verso la fine dell’inverno le larve scenderanno dalla pianta per completare il loro ciclo di sviluppo con la metamorfosi che le porterà a uscire dal terreno sotto forma di farfalle. Durante la discesa le larve resteranno unite tra loro formando lunghe catene di insetti, da qui il termine “processionaria”.

Il ciclo completo della farfalla può durare fino a 5 anni ed è impossibile prevedere in anticipo quale sarà l’infestazione nell’anno. E’ proprio prima della discesa dalle piante che le larve divengono “urticanti” in grado cioè di provocare pericolose dermatiti ai malcapitati entrati a contatto con i peli uncinati.

Assai peggio possono essere le conseguenze nei cani e gatti i quali, incontrando le larve in “processione” sono soliti leccarle riportando gravissimi danni alla lingua con conseguenze che possono provocare la loro morte, se non prontamente sottoposti a profilassi da parte di un veterinario che spesso è costretto ad amputarla per evitarne il soffocamento.

La lotta a questo insetto è in realtà piuttosto semplice ed economica poiché consiste in un unico trattamento endoterapico da effettuarsi nei mesi compresi tra ottobre e novembre.
L’endoterapia consiste nell’inserimento di particolari agrofarmaci all’interno dei canali linfatici della pianta sfruttando i flussi di risalita della linfa; i prodotti saranno trasportati fino agli apici fogliari coprendo l’intera chioma. La tecnica evita la dispersione di prodotti nell’ambiente e l’efficacia di un unico trattamento si prolungherà per almeno tre anni.

Per ottenere i migliori risultati occorrerà rivolgersi ad operatori competenti in grado non solo di operare correttamente, ma anche di utilizzare i migliori prodotti per garantire l’efficacia pluriennale prevista da questo intervento.

Lo Studio Tecnico del Verde applica l’endoterapia ormai da oltre un decennio e si serve di attrezzature all’avanguardia, alcune delle quali ancora sconosciute sul territorio nazionale. Molteplici sono i prodotti utilizzati per garantire l’efficacia del trattamento e tra queste l’azidiractina, una sostanza naturale estratta dalla pianta di “Azidaricta indica” dalle quali bacche si produce anche l’Olio di Neem utilizzato come “antizanzara” tanto che spesso al di sotto delle piante trattate si ha una minore presenza di zanzare.

Il solvente utilizzato dai nostri operatori per la diluizione della sostanza attiva non è l’acqua ma una sostanza specifica in grado di aumentare l’efficacia del prodotto e la sua mobilità all’interno della pianta, poiché solo così è possibile garantire risultati prolungati nel tempo. In pratica questa innovativa forma di lotta nei confronti di molti insetti tra i quali la processionaria è la soluzione più idonea al problema.

L’endoterapia è anche in grado di aumentare la vigoria di un albero attraverso l’utilizzo di stimolanti o eliminarne le patologie fungine che lo affliggono ed ancora con l’uso di diserbanti ne può provocare la morte.

 

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