Diario di una mamma: i “terrible two”

Da quando negli ultimi tempi la mia bambina ha iniziato a manifestare molta decisione, ad innervosirsi facilmente e a non accettare un “no” come risposta alle sue richieste, ho deciso di fare una ricerca sul web per scoprire se questa fase un po’ difficoltosa è una prerogativa di tutti i bambini.
Essendo spesso una situazione difficile da gestire nella quotidianità,  mi sono messa a confronto con altre donne, altre mamme, che su internet hanno manifestato lo stesso “problema”ed hanno chiesto qualche consiglio per superare questa fase insieme ai loro bambini. Per questo motivo ho deciso di parlarvi di quelli che vengono chiamati i “terrible two” (“i terribili due”) e che riguardano questo tipo di comportamento che si manifesta nei bambini tra i 18 mesi e i tre anni.
I “terrible two” sono un periodo molto difficile, sia per i bambini che per i genitori, ma un periodo essenziale nel loro sviluppo. In questi mesi ne avvengono di tutti i colori, dai costanti “no” come risposte, al rifiuto totale di qualsiasi regola, al pianto inconsolabile che arriva addirittura a delle piccole crisi “isteriche”, che inevitabilmente stancano e sconvolgono l’equilibrio della famiglia.
Io per prima, come tantissime altre mamme con cui ho avuto modo di confrontarmi, mi sono sentita in colpa e spesso ho pensato di non essere stata abbastanza brava come mamma, ma dopo essermi documentata ho capito che questo pensiero è sbagliato, perché quella che stanno vivendo mia figlia e tanti altri bambini è solo una fase, ed anche se è difficile crederci mentre la si vive è molto utile per trovare la via dell’indipendenza.
E’ la fase in cui il bambino scopre l’io, ovvero scopre di essere una persona separata dalla madre ed inizia, quindi, a cercare la sua personalità, spesso attraverso arrabbiature e crisi “isteriche”.
Inoltre, è la fase complicata in cui i bambini non riescono a capire cosa vogliono e cosa desiderano e questo porta loro rabbia, nervoso e frustrazione. Tutte queste sensazioni che provano in seguito alla fase che stanno vivendo, però, non possono essere spiegate in quanto a questa età non sono ancora in grado di capire quello che provano e di esprimere a pieno i loro bisogni.
Sofia, a due anni e cinque mesi, è nel pieno di questa fase, e ci è arrivata piano piano nel tempo. Subito questi atteggiamenti  erano molto lievi, poi con il passare dei giorni sono diventati più pesanti e a volte quasi ingestibili. E’ stato molto difficile per me prendere atto della fase che stava iniziando per la mia piccola e farmi forza nel riuscire ad affrontarla insieme. Inizialmente non riuscivo a capire cosa stava succedendo e perché mia figlia aveva iniziato a comportarsi così, mi sentivo persa e non sapevo proprio come reagire, ma poi ho capito che è normale ed ora so per certo che insieme supereremo questi “terrible two”.
I siti internet dedicati alle mamme offrono molti consigli utili per i genitori che devono affrontare questo momento e grazie al loro aiuto ho imparato qualcosa di nuovo anche io.
In questa fase è molto importante ricordarsi che i bambini devono fare i bambini e quindi è meglio evitare di creare troppe aspettative nei loro confronti. Bisogna dare poche regole, ma queste devono essere rispettate per forza e i nostri “no” a riguardo devono essere categorici, per impedire che i piccoli si confondano. E’ molto importante non prendere sul personale quello che fanno i bambini, capendo che quando combinano qualcosa o esagerano con i capricci in realtà non hanno intenzione di fare un dispetto ai genitori, ma stanno solo cercando di capire quale può essere la loro personalità. Le regole più importanti da rispettare, verso cui un genitore non deve mai cedere, sono, ovviamente, quelle relative alla sicurezza, in modo che i bambini capiscano il pericolo. E’ molto importante sottolineare i loro successi, farci vedere orgogliose dei loro progressi, esaltando ed incoraggiando i comportamenti positivi, perché i nostri figli sono felici e sereni quando rendono felici noi. Un’altra cosa estremamente importante nella fase dei “no” è dare ai bambini delle alternative, in modo che possano scegliere di loro spontanea volontà quello che preferiscono fare e in modo da facilitare ai genitori il momento di trovarsi di fronte all’ennesima protesta su quanto proposto. Le alternative aiutano i bambini a sentirsi indipendenti e liberi di poter decidere, e aiutano le mamme a tenere tutto sotto controllo.
Non bisogna lasciarsi andare alle crisi “isteriche”. Quando i figli ci esasperano è inutile assumere comportamenti troppo rigidi ed è importante mantenere la calma e non usare le mani, le botte non servono, sono solo una soluzione momentanea ad un problema che presto si presenterà e i bambini obbediscono solo per paura, cosa sbagliata ai fini dello sviluppo.
Anche i genitori hanno molto da imparare in questa fase, ad esempio a non etichettare i bambini come “pestiferi”, “prepotenti” e chi più ne ha più ne metta, perché se si continua a dire ai propri figli che sono delle pesti loro si convinceranno di esserlo e si comporteranno di conseguenza.
I genitori devono anche riuscire ad insegnare l’importanza della parola “scusa”, in modo che i piccoli imparino anche il rispetto reciproco, sia in famiglia che fuori dalla famiglia.
Qualcosa che può aiutare genitori e bambini in questa fase può essere lo stabilire una routine, cosa che i bambini amano molto, assecondando i loro orari e i loro bisogni principali.
Ma una delle cose più importanti è senza dubbio imparare a parlare dei sentimenti con i bambini, soprattutto in questa fase in cui ancora non riescono a riconoscerli e a gestirli, ed è importante cercare di non farli sentire in colpa. I bambini devono capire che i loro atteggiamenti possono avere delle conseguenze emotive sulle altre persone, ma questo non significa che debbano sentirsi in colpa per aver fatto rimanere male la mamma o il papà.
Il miglior comportamento che si può adottare in questo momento è quello di mantenere sempre la calma e di riuscire a trovare un dialogo con i nostri figli, in modo che loro attraverso i genitori riescano a capire quello che provano e ad imparare ad esternare i loro sentimenti, sconfiggendo la confusione emotiva che stanno vivendo.
Tutti questi consigli trovati sul web per me sono essenziali in questo difficile momento della crescita di Sofia e mi stanno aiutando molto nell’affrontare i terrible two.
Per questo motivo ho ritenuto giusto condividerli con voi, nella speranza che possano essere utili anche a tutti i genitori che seguono il Diario di una mamma.

Chiara Nava

NESSUN COMMENTO