Diario di una mamma: Sofia, una piccola persona dall’immensità spirituale

“I figli devono essere rispettati in quanto entità spirituali dal linguaggio antico come il nostro. Sono compagni di avventura che condividono con noi il tempo e lo spazio, ciascuno unico con il suo bagaglio di lezioni, con i suoi obiettivi e con il proprio viaggio davanti a sé.”
Mike Dooley, L’arte di far accadere le cose

Leggendo queste parole, mi sono ritrovata a pensare a mia figlia Sofia.
Quando è arrivata nella mia vita ho capito che lei, come tutti i bambini, è un quaderno dalle pagine bianche, pronte per essere riempite.
In questi 15 mesi ho potuto con immenso onore scrivere tra le sue pagine, ma ciò che mi ha piacevolmente sorpresa è stato vedere lei che piano piano appuntava foglio dopo foglio ogni piccola cosa del mondo.
Ha scritto di noi, di me e del suo papà, ha scritto dei suoi nonni, delle sue zie, ha scritto di tutte le nostre giornate spese a giocare e a prenderci cura l’uno dell’altro.
Ha scritto alla perfezione tutto ciò che noi abbiamo cercato di insegnarle e ciò che di punto in bianco ha imparato da sola.
Con il suo linguaggio puro ed innocente ha saputo riempire di progressi e insegnamenti la storia della sua vita, come fanno i migliori scrittori, quelli sempre pronti ad imparare e a migliorarsi.
Sofia è una persona, e voglio dire a tutte le mamme di considerare come tali i loro figli, perché sono davvero individui singoli che sono venuti al mondo per condividere qualcosa con noi, in uno scambio reciproco e meraviglioso di idee, pensieri e sentimenti.
Noi mamme creiamo un legame speciale con i nostri bambini, un legame indissolubile e spesso facciamo l’errore di considerarli come parti integranti di noi. In realtà ogni giorno i bambini dimostrano di essere delle persone esattamente come noi, persone che vanno lasciate libere di imparare e di riempire i propri quaderni di importanti lezioni e nuovi progressi.
Sofia è ora arrivata nella fase dell’imitazione, si diverte ad imitare ogni nostro gesto e, quando ci riesce, anche qualche parolina.  Le piace farci vedere come si lava la gatta, tirando fuori la sua linguetta e passandosela sulla mano, imita i gesti dei suoi nonni e si diverte a giocare a lavare i piatti o a pulire il tavolo perché vuole fare tutto quello che fanno la sua mamma e il suo papà.
Improvvisamente ha detto nuove parole, magari sentite da noi, senza che neanche me ne rendessi conto ed ora sa esattamente come farci capire ciò che vuole o ciò che ha fatto.
Nelle ultime sere, quando torniamo a casa, ha preso l’abitudine di scendere in strada insieme a me per portare un po’ di cibo ai gatti randagi che vivono nel nostro quartiere. E’ un nostro momento, che amo condividere con lei, una cosa che ci piace tantissimo fare, che ci dona tanta soddisfazione perché vediamo i gattini felici. Ma soprattutto impazzisco di gioia nel sentirla ridere ed urlare di felicità appena vede arrivare un gattino, si dimostra contenta di essere stata lei a portarle da mangiare e sta lì ad osservarlo mandandogli tantissimi bacini.
Mi sento orgogliosa di quanto sta imparando e di quanta bontà ha nel cuore, ama tantissimo gli animali e le persone ed ha sempre un sorriso o un “ciao” per tutti, e quando può non esita a dare a qualcuno un suo giocattolo o qualsiasi cosa che ha in mano. E’ generosa e socievole, è intelligente e testarda. E’ una bambina della nuova generazione, di quelli talmente svegli che quasi sembra impossibile che siano così piccoli.
Quando vuole andare a nanna viene a prendermi per mano e mi trascina in camera da letto e se a volte mentre gioca sono io che le chiedo di andare a dormire lei si alza subito e mi segue, senza un capriccio, perché ha preso le sue abitudini e le rispetta con tantissima voglia di fare.
Non si è mai lamentata quando le sono spuntati i dentini, non ha mai fatto una piega ad ogni influenza o mal di pancia, è sempre stata brava a sopportare i piccoli momenti no della sua salute.
Però è molto esigente e poco paziente, vorrebbe tutto subito e spesso faccio un’immensa fatica a starle dietro nelle sue richieste, nelle sue pretese e nei suoi momenti un po’ più nervosi.
Ma tutta questa fatica e tutta questa stanchezza sono ampiamente ricambiate ogni volta che lei mi sorride, che mi abbraccia, che mi chiama “Mamma” e che la sento ridere mentre sogna.
Le mamme e i papà che stanno leggendo mi capiranno sicuramente quando dico che nel mondo esterno può succedere qualsiasi cosa, possiamo avere i nostri malumori e i nostri problemi, ma quando un figlio o una figlia ci chiamano felici del fatto che ci siamo e ci dimostrano il loro incondizionato amore, possiamo dimenticarci di ogni cosa in un battito delle loro ciglia.
Per me Sofia è una cura a tutto, perché ogni volta che mi scoraggio per qualsiasi problema lei con la sua manina prende la mia e mi tira su, facendomi tornare il sorriso.
Diventare una giovane mamma è stata la mia fortuna più grande.
E non basteranno mai le parole per esprimere la fortissima emozione nel riempire il quaderno della sua vita insieme, passo dopo passo, progresso dopo progresso, vittoria dopo vittoria, sorriso dopo sorriso.
Ed ogni sentimento che ho dentro lo dedico completamente a mia figlia, a quella piccola persona dall’immensità spirituale più incredibile che potessi scoprire.

Chiara Nava

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