Diario di una mamma: i primi passi verso l’indipendenza

La mia piccola Sofia è arrivata a compiere 16 mesi e si sente sempre più grande e signorina.
E’ arrivato il momento della totale ricerca di indipendenza.
Ora, noi genitori, siamo diventati improvvisamente le ombre dei nostri bambini. Ce ne stiamo sempre dietro di loro, con gli occhi ovunque, per controllarli sempre pur lasciandoli liberi.
Sofia ha preso l’abitudine di girovagare da sola per la casa alla ricerca di giocattoli o libri che riesce a nascondere in ogni angolino di ogni stanza e noi glielo lasciamo fare, ma sempre nei limiti.
Solitamente, senza farci vedere, le andiamo dietro di nascosto per accertarci sempre che non si faccia male o che non combini qualche disastro un po’ troppo grosso.
Fortunatamente, però, lei è abbastanza obbediente ed anche se le piace tantissimo infrangere le nostre regole, poi cerca sempre di imparare cosa si può fare e cosa no e ce lo dimostra anche indicandoci l’oggetto da non toccare e muovendo il suo ditino facendo no.
Non è facile riuscire a spiegarle al meglio ciò che può fare in assoluta libertà e ciò che invece esige la nostra supervisione o va fatto per forza insieme.
Soprattutto quando usciamo e lei vuole camminare tutto il giorno senza mai stare nel passeggino per poter curiosare ogni angolo della città e per poter salutare tutte le persone che incontra, dimostrando sempre il suo modo di essere incredibilmente espansivo.
Per strada è difficile riuscire a darle la libertà che vorrebbe avere perché non può certo andarsene in giro da sola, quindi con tutta la pazienza e l’impegno del mondo sto cercando di insegnarle che è importante che lei mi dia sempre la mano.
E’ una bambina molto sveglia, impara facilmente le cose che le vengono insegnate, ma è anche molto molto furba e se può cerca qualsiasi modo per ottenere ciò che vuole. Non ama per niente essere frenata in quello che fa e piuttosto deve sbatterci la testa da sola prima di decidere di non farlo più.
Quando ce ne stiamo in casa le piace sentirsi grande cercando di imitarmi mentre faccio i lavori domestici.
Si diverte a portarmi i vestiti da lavare per metterli in lavatrice, spargendoli per tutta la casa, le piace passarmi le mollette quando sto stendendo e se per caso trova un pezzo di carta per terra o una briciola la raccoglie accuratamente e la va subito a buttare nella spazzatura.
Anche nella cura della sua bellezza è impeccabile, non c’è infatti giorno che passa che non mi chiede di lavarle i denti oppure di pettinarla prima di uscire, per poi andarsi ad ammirare allo specchio e sorridersi. Si piace, e questo per una persona insicura come me è già una grande vittoria.
In questi modi si sente una vera signorina, le sembra di fare le cose che fanno i grandi e si meraviglia spesso di se stessa, esattamente come meraviglia anche me e il suo papà.
La crescita di un bambino è un percorso di sorprese spettacolari e grandi traguardi che rendono orgogliosi i genitori ma che servono anche a migliorare la loro autostima.
Sono dell’idea che per ogni vittoria ed ogni successo dei nostri bambini bisogna festeggiare un po’, farli sorridere e congratularsi con loro perché è importante che siano sempre stimolati e sostenuti nei loro progressi.
Quando invece fanno qualcosa di sbagliato penso che una sgridata a voce alta e basta non serva a nulla, credo che sia molto più importante che venga spiegato nel dettaglio il motivo per cui è meglio evitare di fare qualcosa, anche quando i bambini ci sembrano troppo piccoli per capire.
Io ho notato con mia figlia che quando la sgridiamo per qualcosa e poi le spieghiamo le nostre motivazioni lei si ferma sempre ad ascoltarci e spesso riesce ad accettare meglio il rimprovero.
I bambini, a prescindere dalla loro età, capiscono bene le nostre parole perché noi siamo il loro punto di riferimento per tutto. Per questo motivo è molto importante che ci sia da subito un dialogo, anche se inizialmente a senso unico. Perché loro assimilano tutto,  imitano e anche se a volte non sembra ascoltano.
La fase neonatale è ormai lontana, ora ho una bellissima signorina che cammina e gioca qua e là senza mai fermarsi, che ride insieme a me, che balla e canta, che ascolta le mie parole e che quando la mattina si sveglia mi fa una carezza.
Non sono più solo io a prendermi cura di lei ma ora è anche il contrario. Lei riesce a curare ogni mio piccolo problema, riesce a far sparire tutto quanto, con i suoi sorrisi e i suoi dolci bacini.
Essere mamma diventa ogni giorno più stancante ma allo stesso tempo ogni giorno più bello, la comunicazione aumenta e anche la voglia di infrangere le regole.
Ma ora che Sofia sa esprimersi meglio riesce anche a donarmi molto di più, e vivere insieme a lei questa continua crescita continua ad essere il regalo più bello della vita.
Tutti i genitori che hanno figli dell’età della mia bambina capiranno sicuramente quanto questo periodo sia pieno di improvvise novità, cambiamenti e scoperte, mentre a  tutti coloro che dovranno ancora affrontare questi momenti voglio consigliare di goderseli a pieno, perché potrebbero scoprire di avere ancora tantissime cose da imparare.

Chiara Nava

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