Diario di una mamma: basta un sorriso per essere amici

Da quando è arrivata la primavera le abitudini di Sofia sono molto cambiate.
Ormai ha quasi tre anni, e fino a qualche mese fa aveva contatti solo con persone adulte, raramente con dei suoi coetanei.
Ma con la primavera nella sua vita è arrivato qualcosa di nuovo, di bello e di profondo: l’amicizia.
Sofia non ha mai saputo realmente cosa volesse dire avere degli amici, lo vedeva solo attraverso i cartoni animati, ma in questi mesi tutto è cambiato.
Da quando sono tornate le giornate di sole abbiamo iniziato a frequentare ogni mattina i giardini del nostro quartiere, senza saltare neanche un giorno, o quasi.
Inizialmente Sofia era molto timida, quando qualche bambino si avvicinava lei si nascondeva dietro le mie gambe, cercandomi. Io cercavo di farle trovare la sicurezza per lasciarsi andare, per giocare libera e felice come facevo io quando ero piccola, quando finalmente avevo conosciuto altri bambini.
Sono bastati pochi giorni e mia figlia ha modificato il suo carattere. E’ rimasta timida e molto altruista e rispettosa, ma si è lasciata andare, ha imparato a prendere l’iniziativa, ad avvicinarsi per prima agli altri bambini, a chiedere loro se potevano giocare insieme, a prenderli per mano.
E’ stato così naturale da commuovermi. L’amicizia per i bambini è qualcosa di semplice, di vero, di genuino e di bellissimo.
Sofia ha iniziato a tornare a casa sempre più felice, a svegliarsi ogni mattina con la voglia di prepararsi per andare a giocare, e a parlare dei suoi amici con il suo papà e i suoi nonni.
Ho visto la sua gioia diventare ogni giorno più incontrollata, ho visto il suo carattere diventare sempre più aperto, e i suoi sorrisi aumentare a dismisura.
Ha scoperto che poteva creare dei rapporti veri, non di un pomeriggio o di qualche ora, non solo con bambini che non avrebbe più rivisto o con noi adulti, sempre presenti ma molto meno divertenti dei suoi coetanei.
Ha fatto amicizia. Per la prima volta. Ed è stato un momento unico.
Ora, arrivate a metà giugno, sono ormai mesi che ogni mattina frequentiamo le stesse persone e Sofia è entrata a far parte di un piccolo gruppetto di bambini che si vogliono bene e giocano insieme.
La sua vita è cambiata e lei sta imparando tantissime cose, ma tutto è migliorato anche per me, che finalmente ho trovato altre mamme, nonne e tate con cui chiacchierare, condividere le mattinate e sentirmi capita.
La sua vita è cambiata e lei sta imparando tantissime cose, ma tutto è migliorato anche per me, che finalmente ho trovato altre mamme, nonne e tate con cui chiacchierare, condividere le mattinate e sentirmi capita.
Io non ho amiche con figli, quindi a volte era difficile sentirsi veramente capita nei piccoli momenti di crisi o nelle occasioni felici e piene di piccole e grandi soddisfazioni. Adesso, finalmente, posso dire che ho delle persone con cui parlare di Sofia che stanno vivendo le stesse identiche cose che vivo io, con gli stessi dubbi, le stesse paure, e le stesse soddisfazioni. Questo cambiamento è stato molto importante anche per me, ho iniziato a sentirmi molto meno sola, oltre che a provare una felicità indescrivibile nel vedere Sofia crescere in compagnia e divertirsi così tanto.
Conoscere nuove persone con dei bambini è stato importante sia per la crescita di mia figlia che per la mia, ed è capitato al momento perfetto, cioè quando abbiamo deciso di togliere il pannolino.
In realtà abbiamo iniziato a toglierlo a gennaio, perché Sofia iniziava a rifiutarlo ed a provare fastidio. Per la pipì è stato molto facile, così facile da lasciarmi stupita e soddisfatta in pochi giorni. Ma inizialmente di notte, quando uscivamo e per la cacca lo teneva ancora.
A piccoli passi abbiamo fatto progressi, lo abbiamo tolto con successo durante il pisolino pomeridiano, poi per uscire ed infine per la notte, ma per fare la cacca Sofia non ne voleva sapere e mi chiedeva di rimetterglielo.
E’ stato difficile, e ho avuto bisogno di tanti consigli da parte dei nonni, delle altre mamme e della dottoressa, perché proprio non riuscivo a toglierglielo del tutto.
Ma un giorno abbiamo deciso che era venuto il momento e, nella consapevolezza che sarebbe stato difficilissimo, ho detto a mia figlia che non c’erano più pannolini e che doveva decidersi ad andare in bagno anche quando le scappava la cacca.
E’ stata una tragedia, soprattutto all’inizio, e ancora adesso, dopo tre settimane, continuano ad esserci crisi di pianto per la paura di andare in bagno. Ma ce l’abbiamo fatta, Sofia piange, si dispera, si ribella, ma poi con grande pazienza si siede sul suo riduttore di Ariel e riesce a fare tutto.
Sono piccoli grandi progressi. Piccole grandi soddisfazioni. Le prime vittorie della vita, momenti incredibilmente importanti per ogni bambino ed ogni genitore.
Sofia ora è senza pannolino, finalmente, e anche se dobbiamo ancora un po’ lavorarci possiamo festeggiare insieme questo nuovo passo avanti.
Così come ogni mattina continueremo a festeggiare per le nuove amicizie e i tanti giochi che facciamo insieme.

Chiara Nava

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