Diario di una mamma: un legame fortissimo

Dopo essersi fatta attendere a lungo, l’estate sembra finalmente essere arrivata.
Abbiamo messo via giacche e maglioni e abbiamo iniziato a fare bellissime passeggiate all’aria aperta, nel caldo improvviso in cui forse non speravamo neanche più.
Un anno fa, a quest’ora, Sofia era nel mio pancione, ed io ero gonfia, stanca e impaurita, aspettando Luglio per partorire e poter stringere la mia tanto sognata bambina.
Sono già passati 11 mesi, anche se a volte mi sembra ieri quando per la prima volta vedevo il suo dolce visino, ma da allora i cambiamenti sono stati tantissimi.
Vorrei parlarvi del cambiamento più recente, quello che mi ha leggermente destabilizzata e che ha fatto crollare il mio umore per un po’.
Premetto che sono a conoscenza delle diverse realtà sull’argomento, so bene che ci sono mamme che non possono o non hanno potuto allattare e preciso che non voglio mancare loro di rispetto ma intendo raccontare una determinata situazione che ho vissuto e che ha contribuito alla mia crescita come mamma.
Qualche settimana fa la mia piccola ha deciso di non prendere più il latte al seno, così di punto in bianco, senza il minimo segno che potesse farmi rendere conto che stava accadendo.
Credo che chiunque abbia già vissuto questa esperienza possa capirmi, ma vorrei condividerla anche con le future mamme che continuano a leggere quello che scrivo.
Dico la verità, ci sono rimasta male, nonostante io sia veramente orgogliosa di aver allattato per dieci lunghi mesi e non voglia assolutamente lamentarmi, perché sono stati i momenti più belli della mia vita.
Non me lo aspettavo, perché Sofia una mattina ha fatto normalmente colazione attaccandosi al seno e poi alla sera, improvvisamente, non lo voleva più e mi respingeva piangendo, facendomi capire che aveva preso la sua decisione e non l’avrebbe cambiata.
Mi sono subito preoccupata, perché non era mai successo che saltasse una poppata, ma quella sera non ha mangiato e anche la mattina dopo non ne voleva sapere.
Per spiegarmi il motivo del suo rifiuto mi sono chiesta se fosse colpa di qualcosa che avevo mangiato e che avrebbe potuto modificare il gusto del latte o addirittura l’essermi spruzzata addosso troppo profumo, ma forse non volevo semplicemente accettare ancora la realtà.
La stessa mattina ho chiamato la dottoressa, che mi ha consigliato di continuare a provare ad attaccarla e di sostituire la poppata della colazione con una merenda alla frutta, poi definitivamente sostituita con il biberon di latte con i biscotti.
Ho provato per quasi una settimana a farla riattaccare, con tanta pazienza e speranza ma la mia bambina aveva ormai deciso che era troppo grande per continuare a prendere il seno, voleva mangiare tutto il resto e basta.
Probabilmente chi non lo ha vissuto non può capire, gli sembrerà una cosa da nulla, normalissima, e in effetti è normale, perché prima o dopo la crescita porta alla fine dell’allattamento.
Ma dentro ad una mamma tutto questo arriva come un forte distacco, il primo di una lunga serie che durerà tutta la vita.
Ma essendo il primo, su di me ha avuto un effetto particolare, facendomi passare delle giornate nella tristezza e nel senso di colpa, come se fossi io la causa di tutto questo.
Parlando e confrontandomi con altre mamme ho potuto poi scoprire che anche per loro è stato così, che anche loro hanno accusato questo primo distacco con un po’ di amarezza, e ho capito così che il nostro istinto materno e il legame con i nostri figli è talmente forte che ogni minimo segno di lontananza ci destabilizza.
Ora sono un po’ di settimane che non allatto più e sono felice di vedere i progressi di mia figlia.
La tristezza e il senso di colpa sono passati dopo pochi giorni, e con una grande pazienza siamo riusciti a farle prendere il biberon pieno di latte e biscotti, che ora non vede l’ora di bere alla mattina, tra le braccia della sua mamma.
Ho capito che ogni distacco fa male, ma oltre ad essere la fine di qualcosa è anche l’inizio di un nuovo progresso, di un nuovo periodo.
E non per questo l’intimità con la propria bambina si perde, anzi, ora siamo molto complici in altre cose e ci divertiamo tantissimo a fare tutto insieme.
La mattina abbiamo iniziato questa nuova abitudine della colazione insieme, ed è un momento che amo vivere con lei, un momento bello e pieno di semplici emozioni.
Per cui, mamme, non pensate di essere sole se vi accade una cosa del genere e non vi preoccupate perché lo proviamo tutte, ma poi passa e scopriamo che il legame con i nostri figli è fortissimo, a prescindere dall’allattamento.
Se posso permettermi di dare un consiglio alle future mamme direi le stesse parole che mi sono sentita dire io un anno fa: cercate in tutti i modi di attaccare vostro figlio al seno, provateci con costanza e determinazione, aiutatelo a trovare la posizione giusta, sopportate il dolore, non arrendetevi.
E vi auguro davvero di allattare il più possibile, godendovi a pieno ogni istante cuore contro cuore con le vostre creature.

Chiara Nava

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