Diario di una mamma: le prime preoccupazioni

La salute di mia figlia e la sua serenità sono diventati i pensieri principali di ogni singolo giorno della mia vita.
Il primo controllo l’abbiamo fatto in ospedale 2 giorni dopo che ci hanno dimesso, e già da lì ci hanno detto che era perfettamente in salute.
Ma con mio grande orgoglio fin dal parto ho ricevuto i  complimenti perché è  nata con gli occhi aperti e tirando già su la testa, dimostrando a tutti di essere forte e di stare bene.
Ho la fortuna di allattare, momento di intimità tra di noi che io amo tantissimo, e il mio latte è molto nutriente, perciò Sofia cresce regolarmente e anche più del dovuto.
Nei primi giorni dopo quel controllo siamo stati totalmente presi dalla burocrazia, che ci ha fatti impazzire tra un ufficio e l’altro, tra una coda e l’altra.
Ma grazie a tutti questi documenti mia figlia è una persona a tutti gli effetti, riconosciuta in tutto e per tutto, non solo da mamma e papà.
Una scelta importante per il futuro e la salute del proprio figlio, e anche per i consigli di cui un genitore ha bisogno, è la scelta del pediatra.
In questo io sono stata davvero fortunata, perché essendo così giovane ho potuto scegliere la pediatra che avevo io da piccola.
Io e il mio compagno abbiamo scelto lei ad occhi chiusi, perché la conoscevo bene, lei si ricordava di me e sapevo bene che è una persona dolce e competente, che ama il suo lavoro.
La prima visita con lei è stata emozionante, perché sono tornata in quello studio in un’altra veste, quella di mamma.
Sofia si è comportata bene, è stata un angelo come sempre, e si è lasciata visitare, confermando ancora una volta di essere in piena salute.
Noi mamme siamo sempre un po’ apprensive su questo genere di cose, ma l’importante è non esagerare per non trasmettere ansie inutili ai piccoli.
Un nuovo controllo lo abbiamo fatto di nuovo in ospedale, l’ecografia alle anche. La sera prima ero un po’ agitata, ma ero certa che non ci fosse alcun problema perché vedevo Sofia sgambettare dalla mattina alla sera, piena di energia. Infatti, come previsto, è andato tutto bene.
Una mattina però, mi chiama il mio compagno da lavorare per avvisarmi che il giorno dopo saremo dovuti andare al Gaslini a fare degli esami. L’ospedale ci aveva convocato perché dai test fatti subito dopo il parto avevano notato dei valori alterati.
Inutile dire che io sono andata subito in agitazione, e pur cercando di mantenere la calma almeno davanti a lei, ho vissuto le ore più lunghe aspettando il giorno seguente.
Abbiamo dovuto rifare il test del sudore per la fibrosi cistica, ed io e il mio compagno tenevamo la manina alla nostra bimba mentre le mettevano sul braccino un apparecchio per testare il sudore, e mentre le facevano un prelievo dal tallone.
Io, che odio gli aghi, mi sono dovuta girare. Ma Sofia è stata molto più forte di me, e ha pianto pochissimo, quasi non volesse dare a nessuno questa soddisfazione.
I risultati sono stati subito negativi ed io ho potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo infinito, che forse dura ancora adesso.
Siamo fortunati, abbiamo messo al mondo una bambina sana e forte, che piange poco, si lamenta poco e ci riempie di dolcezza e sorrisi.
Mi si stringe il cuore a pensare a tutti quei bambini che hanno delle malattie, e che dimostrano quotidianamente un coraggio e una forza immensa, così come i loro genitori.
Perché il punto fermo di questi dolci cuccioli che ci scelgono e arrivano nella nostra vita siamo proprio noi, le mamme ed i papà che si prendono cura di loro e che diventano ogni giorno più importanti.

Chiara Nava

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