Diario di una mamma: i primi giorni

I primi giorni in casa con la mia piccola Sofia sono stati carichi di ansie.
Ogni minimo versetto era un trattenere il respiro, se non dormiva mi riempivo di preoccupazioni e tenerla in braccio mi sembrava come tenere in mano una bambolina di cristallo.
Avevo paura di farle male ogni volta che la toccavo e nonostante avessi una voglia continua di strapazzarla di baci e carezze, cercavo di trattenermi il più possibile, comandata da questa paura.
Sono stati giorni strani, come se vivessi tutto quello che stava accadendo da persona esterna, quasi come se stessi guardando delle puntate di un telefilm.
Non riuscivo minimamente a realizzare il tutto e mi sembrava che tutta quella felicità, tutta quella fortuna e tutta quella bellezza non potessero appartenermi davvero.
Ma Sofia con ogni suo sorriso, ogni nuovo gesto, ogni sguardo, sapeva darmi quotidianamente la certezza di esserci e di aver bisogno di me tanto quanto io ho sempre avuto bisogno di lei.
Siamo stati molto fortunati perché la nostra bambina dorme tutte le notti, senza mai tenerci svegli se non quando vuole mangiare. Non si è mai lamentata tanto ed è sempre stata calma e serena.
Ma le prime due notti a casa sono state insonni e molto agitate, la piccola non riusciva a riposare per colpa nostra.
Noi eravamo stanchi e spaventati e tutte le nostre paure si ripercuotevano sul suo umore e sul suo sonno, infatti non faceva altro che stare sveglia e piangere, cosa che ci faceva agitare il doppio.
Ma più noi non riuscivamo a darci una calmata e più lei diventava nervosa e si andava a creare un circolo senza fine in cui ci agitavamo a vicenda senza fermarci.
Questo ci è servito per capire che l’umore che abbiamo noi genitori si riflette sui nostri bambini, ricreando le stesse emozioni che proviamo ma amplificate.
Da quel momento, infatti, abbiamo sempre cercato di stare calmi e sereni per non far soffrire Sofia e così da quel giorno non abbiamo mai più passato una notte insonne a cercare disperatamente di non farla piangere.
Era veramente difficile mantenere la calma perché ogni cosa ci spaventava subito, come per esempio il fatto che non riuscisse ad andare di corpo, tanto che c’è voluto l’aiuto della pediatra nel primo controllo in ospedale, pochi giorni dopo la nascita.
Ci siamo presi un grande spavento quando nei primi giorni nel momento di un cambio del pannolino, abbiamo trovato delle piccole tracce di sangue. Ci siamo allarmati tantissimo, perché nessuno ci aveva mai messi al corrente di questo avvenimento e così abbiamo chiamato l’ospedale in cui è nata per avere delle informazioni più specifiche e ci è stato detto che quella perdita di sangue era la prima mestruazione, che viene quasi a tutte le neonate. Ci tengo molto a raccontarlo perché una mamma e un papà alle prime armi che trovano del sangue nel pannolino della propria figlia di pochi giorni vanno immediatamente e giustamente nel panico più totale, e spero con queste mie parole di poterli rassicurare.
Ci sembrava impossibile riuscire a crescere un cucciolo così piccolo che aveva solo bisogno del nostro amore e delle nostre costanti cure. Non ci sentivamo all’altezza, ma sapevamo che sarebbe stato bellissimo crescere e superare tutto insieme a lei.
Tenerla tra le braccia ci ha fatti sentire finalmente più importanti e giorno dopo giorno prendevo sempre più coscienza del fatto che pur essendo così giovane ero diventata una mamma, come avevo sempre voluto.
Questa gravidanza non era stata programmata, l’arrivo della mia bambina era sicuramente nei miei piani ma non così presto. Sofia era esattamente ciò che mi ero sempre immaginata fin da quando ero piccola ogni volta che pensavo a come sarebbe stata mia figlia.
Immaginavo ogni suo dettaglio esattamente come è adesso, i suoi occhi blu, la sua piccola boccuccia carnosa, la sua pelle rosata, i suoi ricciolini nerissimi. L’ho sempre sognata così ed ogni mia aspettativa, dalla più piccola alla più grande, è stata rispettata o forse addirittura superata.
La difficoltà dei primi giorni sembrava insormontabile, ma piano piano abbiamo superato tutto, aiutandoci e supportandoci a vicenda e godendo dell’appoggio delle nostre famiglie.
Ora il tempo sta passando e le difficoltà sono cambiate, ma siamo consapevoli che fino a che saremo insieme e fino a che avremo il sorriso di Sofia davanti ai nostri occhi riusciremo a superare ogni ostacolo con immensa gioia, forza e infinite piccole vittorie quotidiane.
Un figlio non riempie solo la propria vita. Un figlio ci fa crescere e ci fa conoscere ogni parte del nostro modo di essere. Un figlio riempie il cuore di emozioni e ricuce ogni ferita del proprio passato.
Sofia è stata la cura ad ogni male.  E’ stata una stella cometa che ha finalmente illuminato la mia esistenza.

Chiara Nava

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